Parliamo dei Beatles, ma anche di tutto ciò che ha segnato la musica, in collaborazione con la redazione di Musicalmind. Per gli amanti del prog: @progrockpills

Yellow Submarine
John Lennon e i Beatles dal vivo: “Tutti urlavano. Nessuno sentiva la musica” “I Beatles come gruppo dal vivo… Non credo che nessuno al mondo ci abbia davvero visti, al di fuori di Liverpool, Amburgo e qualche altro posto in Inghilterra. Perché allora dovevamo esibirci davanti a un pubblico piccolo: dovevamo essere bravi. A quei tempi eravamo formidabili dal vivo. Facevamo spettacoli di un’ora, due ore, capisci? E dovevamo mantenere quel livello. In Germania suonavamo otto ore a notte: un’ora sul palco, un’ora di pausa. Dovevamo fare contenti quei tedeschi, o chiunque fosse il pubblico. Poi, all’improvviso, entri nel circuito dei grandi spettacoli, con una star come Roy Orbison in cima al cartellone e noi al secondo posto. Il tuo spettacolo di due ore deve ridursi a venti minuti. All’inizio, venti minuti li fai in un attimo. Ma poco dopo diventano una seccatura: ogni sera la stessa cosa, suoni un successo, poi un altro successo. E subito dopo siamo diventati il fenomeno più grande. Tutti urlano. Nessuno sente la musica. Noi perdiamo interesse per la musica. Per certi versi, però, è stato un bene: ci siamo dedicati alle registrazioni e abbiamo potuto esprimerci davvero attraverso i dischi, perché dal vivo non riuscivamo più a farlo”. L’intervistatore osserva che non immaginava quanto le urla del pubblico potessero disturbare anche loro. Lennon risponde: “Non era tanto una questione di disturbo. Era un evento fantastico, e anche quella sensazione era fantastica. Però non era rock and roll: era un ‘happening’, amico. A me interessa suonare, capisci? Quindi, se adesso vado in tournée, so che la gente non si metterà a urlare: si godrà la musica. Almeno, lo spero”. #JohnLennon #TheBeatles #beatles #Beatlemania #Yesterdaypills
5
47
296
15,142
3 Ottobre 2023 Concert For George Il 3 ottobre 2003, a quasi un anno dalla morte di George Harrison, arriva a Los Angeles, New York e in altre sale selezionate degli Stati Uniti, Concert for George, il film diretto da David Leland che porta sul grande schermo il concerto organizzato alla Royal Albert Hall di Londra il 29 novembre 2002. Sul palco non c’è soltanto una lunga parata di grandi nomi. Ci sono persone che hanno condiviso con Harrison amicizie, dischi e pezzi di vita, come Paul McCartney, Ringo Starr, Eric Clapton, Jeff Lynne, Tom Petty and the Heartbreakers, Billy Preston, Joe Brown e Ravi Shankar, insieme a Dhani Harrison, che affronta per la prima volta davanti a un pubblico così vasto il repertorio del padre. La serata attraversa mondi musicali diversi. Ravi e Anoushka Shankar portano sul palco la musica indiana tanto amata da George, mentre i Monty Python ricordano anche il suo lato ironico e il suo rapporto con il gruppo. Poi sono le canzoni a prendere il centro della scena: Something, My Sweet Lord, While My Guitar Gently Weeps e molte altre vengono affidate agli amici e ai musicisti che hanno fatto parte della sua storia. Nel 2005 Concert for George riceve il Grammy Award per il Best Long Form Music Video. Ma il vero valore del film sta soprattutto nel modo in cui riesce a restituire l’atmosfera e il significato di quella serata, non soltanto un omaggio a George Harrison, ma il ritratto di un musicista attraverso le sue canzoni, gli amici e le persone che hanno condiviso con lui una parte importante della sua vita. #GeorgeHarrison #Beatles #Yesterdaypills
5
22
652
3 Ottobre 2011 Paul McCartney Ocean's Kingdom Il 3 Ottobre del 2011 Paul McCartney pubblica per la Decca il lp Ocean's Kingdom, disco di musica classica che fa da colonna sonora del balletto commissionato dal New York City Ballet. #PaulMcCartney #Beatles #Yesterdaypills
5
18
598
3 Ottobre 1975 Esce Extra Texture (Read All About It) di George Harrison Il 3 ottobre del 1975 esce in Inghilterra Extra Texture (Read All About It) sesto album da solista di George Harrison. Il disco esce ancora per la Apple Records ed è l’ultima pubblicazione della label dei Beatles. Il Lp era già stato pubblicato il 22 settembre negli Usa dove raggiunge la top ten della classifica di vendite (come anche in Giappone), mentre in Inghilterra si ferma alla posizione n. 16. Il disco era stato registrato in buona parte negli Stati Uniti e musicalmente si caratterizza per arrangiamenti incentrati sulle tastiere e si allontana dalle sonorità rock e rock folk caratteristiche della prima produzione di Harrison #GeorgeHarrison #Beatles #Yesterdaypills
4
11
542
3 Ottobre 1969 - Registrazione d iDon’t Worry Kyoko (Mummy’s Only Looking For Her Hand In The Snow) Il 3 Ottobre del 1969 la Plastic Ono Band registra presso i Lansdowne Studios di Londra il brano Don’t Worry Kyoko (Mummy’s Only Looking For Her Hand In The Snow), pezzo scritto da Yoko Ono (in effetti la musica deriva da un pezzo inedito di Lennon e McCartney, Watching Rainbows). Il brano sarà il lato B del singolo Cold Turkey, secondo 45 giri della band di Lennon e Yoko Ono e sarà poi compreso nel lp Fly di Yoko Ono del 1971. La canzone era già stata presentata live un mese prima al Toronto Rock and Roll Revival. E’ singolare la scelta dello studio posto che il gruppo non vi aveva mai registrato e non tornerà più a registrarvi. Alla registrazione partecipano Yoko Ono alla voce, Lennon ed Eric Clapton alle chitarre, Klaus Voorman al basso e Ringo Starr alla batteria. Il brano è una sorta di tentativo di Yoko Ono di comunicare con la figlia Kyoko che era al centro di una battaglia legale per il suo affidamento tra la stessa Ono e l’ex marito di lei Anthony Cox. #Beatles #PlasticOnoBand #YokoOno #Yesterdaypills
3
11
477
📣 È da oggi disponibile Rubber Soul in una nuova, straordinaria edizione speciale! Rubber Soul è disponibile in una nuova Special Edition completamente restaurata, con un nuovo mix stereo, il mix Dolby Atmos, il mix mono originale, la versione americana pubblicata dalla Capitol Records e un ricchissimo materiale inedito proveniente dalle sessioni di registrazione. Il nuovo mix stereo e quello in Dolby Atmos sono stati realizzati da Giles Martin, mentre il mix mono originale e la versione dell’album pubblicata negli Stati Uniti dalla Capitol sono stati ricavati direttamente dai master analogici del 1965. Tutte le nuove versioni di Rubber Soul includono il nuovo mix stereo, realizzato partendo direttamente dai nastri originali a quattro piste. Il suono è stato restaurato grazie all’innovativa tecnologia sviluppata dal team della società di Peter Jackson. Le edizioni Super Deluxe, sia fisiche che digitali, offrono inoltre: - il mix mono originale; - la versione americana dell’album pubblicata dalla Capitol; - 24 take registrate durante le sessioni di Rubber Soul, di cui 20 completamente inedite; - tre demo mai pubblicati prima; - il singolo del 1965 con la doppia A-side “Day Tripper” e “We Can Work It Out”. Il nuovo mix in Dolby Atmos è disponibile anche singolarmente in formato Blu-ray, contenente inoltre l’audio stereo ad alta risoluzione e i filmati promozionali di “Day Tripper” e “We Can Work It Out”. shop.universalmusic.it/searc… #Beatles #RubberSoul #GilesMartin #DolbyAtmos #Yesterdaypills
3
4
34
1,371
#BehindtheTunes ✍️ Francesca Ceciarini (@FrancescaCphoto) Wonderful Tonight di Eric Clapton Un’attesa che ai più sarebbe sembrata snervante, ma che a un grande artista può dare l’ispirazione per scrivere una delle canzoni d’amore più belle di sempre. È nata così Wonderful Tonight, con Eric Clapton che aspettava che la sua fidanzata fosse pronta per andare a una festa organizzata dai coniugi Mc Cartney a Londra nell’autunno del 1976, esattamente cinquanta anni fa. Pattie Boyd è stata probabilmente la musa ispiratrice che ha generato più capolavori romantici di successo: da Something composta da George Harrison quando a fine anni ‘60 i due erano ancora sposati, a Layla di Eric Clapton sotto lo pseudonimo di Derek and the Dominos, quando l’ossessione di Slowhand per la moglie del suo migliore amico aveva raggiunto livelli inimmaginabili- “Layla, you got On my knees, Layla, beggjng darling please”- fino alla meravigliosa Wonderful Tonight, di cui parleremo appunto oggi. Racconta la stessa Pattie nella sua autobiografia- che si chiama proprio Wonderful Tonight, in onore di questo pezzo iconico di cui è stata la musa ispiratrice- che Eric quella sera fosse pronto per dirigersi al party addirittura da ore, ma lei lo faceva attendere “ Non riuscivo a scegliere che vestito indossare. Mi stavo prendendo del tempo per truccarmi, sistemarmi i capelli e per provare un vestito, poi un altro e un altro, gettandoli tutti l’uno sopra l’altro sul pavimento. Il povero Eric era pronto da ore e mi aspettava con molta pazienza“. In questa estenuante attesa Clapton fu preso da un’ improvvisa ispirazione “It's late in the evening She's wondering what clothes to wear She puts on her make up And brushes her long blonde hair” È sera tardi Lei non sa che vestiti indossare Si trucca e poi pettina i suoi lunghi capelli biondi Racconta sempre la Boyd “All’epoca Clapton era un grande fan del cantante country Don Williams. In quel momento parlavamo di quanto fossero meravigliosamente semplici i suoi testi, ogni canzone raccontava una storia riguardante la quotidianità. Eric voleva di scrivere qualcosa di simile e aveva già lavorato alla musica. All’improvviso, mentre mettevo e toglievo i vari vestiti arrivò l’ispirazione”. “And then she asks me ‘Do I look alright?’ And I say, "Yes, you look wonderful tonight" E poi lei mi chiede “ Sto bene?” E io rispondo: “ Sì, stasera sei magnifica” Come desiderato da Clapton, poche ma semplici parole per racchiudere nel suo capolavoro tutta la meraviglia della sua donna, alla quale poi suonò subito questo pezzo che aveva appena composto per lei. Quando finalmente scesi di sotto - continua Pattie nel suo libro - chiesi ad Eric: ‘Sto bene ?,’ e lui mi suonò ciò che aveva scritto in quei minuti“. “I feel wonderful Because I see the love light in your eyes And the wonder of it all Is that you just don't realize how much I love you” Mi sento benissimo Perché vedo la luce dell’amore nei tuoi occhi e la meraviglia di tutto questo È che davvero non ti rendi conto di quanto io ti ami Versi meravigliosi, come il titolo della canzone, che racchiudono tutto l’amore e le sensazioni stupende che può darci la persona che amiamo e di cui vogliamo custodire un ricordo prezioso magari di un momento speciale, come quella serata di cinquanta anni fa dove Eric fu, ancora una volta, ammaliato dalla sua splendida donna e musa ispiratrice. #ericclapton #slowhand #wonderfultonight #georgeharrison #yesterdaypills
#BehindtheTunes ✍️ Francesca Ceciarini (@FrancescaCphoto) The River - Bruce Springsteen Oggi parliamo di The River, una delle più belle ballate di Bruce Springsteen: una canzone molto apprezzata non solo da suoi fan ma universalmente, grazie alla sua vena malinconica e struggente. Il Boss ha spesso dichiarato che questa è una delle canzoni a cui è più legato, probabilmente perché narra di una situazione strettamente personale e familiare. Il pezzo infatti si ispira alla storia della sorella Ginny ( Virginia) e del fidanzato Mickey, che si innamorarono da adolescenti e diventeranno genitori molto giovani. Bruce scrive impersonificandosi nel cognato e racconta la loro storia alla fine degli anni ‘70, nella difficile realtà della provincia americana segnata anche da una crisi economica e lavorativa. Ginny e Mickey, che si erano conosciuti alle scuole superiori quando “ Mary ( Ginny) aveva solo diciassette anni” andavano “ giù al fiume” per godersi la loro gioventù all’epoca spensierata e trovare un po’ di intimità nel loro amore adolescenziale. Poi succede qualcosa di inaspettato che sconvolgerà le loro vite per sempre “ Then I got Mary pregnant” ovvero “ Ho messo incinta Mary”. Da quel momento fine della gioventù, dei sogni, della spensieratezza. Per il suo diciannovesimo compleanno Mickey riceve una “‘Union card and a wedding coat” ovvero la carta dei lavoratori operai e il vestito da sposo, con un matrimonio riparatore celebrato in fretta, da un giudice, senza fiori, senza entrate trionfali alla cerimonia, senza vestito da sposa, senza sorrisi e senza tutta la gioia che dovrebbe esserci in un matrimonio. A quel punto il fiume si trasforma, anche metaforicamente, in un incubo. Infatti Mickey dice che i ricordi di quando andava “ giù al fiume”con la sua amata Mary con la macchina del fratello ora sono diventati una persecuzione, addirittura una maledizione, perché all’improvviso la vita è diventata difficile, ci sono i conti da far tornare a casa e un figlio da crescere col lavoro che va e viene: una situazione comune a molte famiglie ma che può sembrare una montagna quasi insormontabile quando tutto questo accade nella tua tarda adolescenza. C’è tanto rammarico nelle parole della canzone “Is a dream a lie if it don’t come true or is it something worse” “ un sogno è bugia se non si realizza, oppure è ancora peggio” con la spensieratezza quella notte al fiume sono spariti pure i sogni di due giovani ragazzi, e questa amarezza e disillusione sono ancora più chiare quando il narratore va per un’ultima volta al fiume e lo trova secco. Una metafora perfetta: quel posto che una volta significava sogni, momenti spensierati, passione ora è diventato il simbolo di una vita dura e avara di momenti felici. Sappiate però che nonostante tutte queste difficoltà in gioventù, Virginia Springsteen e il marito Michael sono ancora felicemente sposati dopo più di quaranta anni, con tre figli e numerosi nipoti a far loro compagnia, magari in una scampagnata “ giù al fiume”, dove tutto era iniziato. #behindthetunes #theriver #brucespringsteen #yesterdaypills
6
26
2,520
📀 Paul McCartney: tre inediti e una sorpresa con Ringo nella Special Edition di The Boys of Dungeon Lane Il viaggio di The Boys of Dungeon Lane continua: il 7 ottobre 2026 arriverà in digitale una Special Edition con quattro registrazioni aggiuntive nate durante le sessioni dell’album. Accanto ai tre brani inediti “City Fox”, “One Night Stand” e “Chelsea Boots”, troveremo “Home to Us – Flip Mix”, una nuova versione del duetto con Ringo Starr. La particolarità? Paul e Ringo si scambiano le parti vocali rispetto alla versione originale, offrendo una prospettiva diversa su una canzone che intreccia i loro ricordi di Liverpool. #PaulMcCartney #RingoStarr #TheBoysOfDungeonLane #Beatles #Yesterdaypills
3
13
93
4,999
1 Ottobre 1962 Il secondo contratto tra Brian Epstein ed i Beatles Nel 1961 Brian Epstein era un ottimo venditore di dischi e scriveva per la rivista Mersery Beat. Per quanto raccontò lo stesso Epstein (peraltro smentito da Paul McCartney e da Alistair Taylor) nell’autunno del 1961 uno dei clienti del negozio (tale Raymond Jones) ebbe a chiedere ad Epstein una copia di un disco registrato in Germania da Tony Sheridan con una giovanissima band di Liverpool. Si trattava di My Bonnie uscita a nome di Tony Sheridan and the Beat Brothers che all’epoca erano costituiti dai chitarristi John Lennon, George Harrison e Paul McCartney, dal bassista Stuart Sutcliffe (che peraltro per le registrazioni lascia che sia Paul McCartney a suonare il basso) e dal batterista Pete Best. Epstein, che ha già avuto notizia dei Beatles, non riesce a procurarsi il disco ed incuriosito decide di rivolgersi direttamente al gruppo che va a sentire il 9 novembre 1961, al Cavern Club rimanendo impressionato dalla band. Alistair Taylor ha riferito che in realtà da tempo aveva parlato ad Epstein dei Beatles e non va dimenticato che Brian scriveva per Mersery Beat che aveva già messo in copertina i Beatles. Comunque sia andata Epstein segue una serie di esibizioni del gruppo al Cavern e decide di divenire il loro manager e nel dicembre del 1961 ha una serie di incontri con il gruppo per concordare il tutto. Il 26 gennaio del 1962 il gruppo, alla cui batteria siede ancora Pete Best, firma (per i membri minorenni del gruppo servì il consenso dei genitori) un contratto con Epstein della durata di cinque anni. Epstein diviene manager del gruppo e pur non avendo precedenti esperienze specifiche si dimostrerà molto abile. Quando nell’agosto del 1962 Ringo Starr subentra a Best i Beatles rinegoziano il contratto con il manager contratto che viene sottoscritto il 1 ottobre del 1962, nell’imminenza dell’uscita del singolo di debutto dei Beatles, Love Me Do // P.S. I Love You #Beatles #BrianEpstein #Yesterdaypills
1
1
28
1,147
30 settembre 1988 – John Lennon riceve la stella sulla Hollywood Walk of Fame Il 30 settembre 1988, quasi otto anni dopo la sua morte, John Lennon entrò ufficialmente nella Hollywood Walk of Fame. La sua stella, nella categoria Recording, venne inaugurata al 1750 di Vine Street, davanti alla torre della Capitol Records, in una cerimonia alla quale parteciparono circa 1.500 persone. A svelarla fu Yoko Ono, che ritirò il riconoscimento a nome del marito. Fu una cerimonia breve, appena quindici minuti, ma tutt’altro che fredda o formale. Quando la stella venne scoperta, la folla intonò spontaneamente Give Peace a Chance. Yoko Ono, visibilmente emozionata, disse di sperare che quella stella potesse rimanere lì per molti secoli, permettendo alle persone di fermarsi e, idealmente, di «toccare lo spirito» di John. Per lui quel riconoscimento aveva anche un significato particolare. Anni prima, passeggiando con Yoko per Hollywood e osservando le stelle incastonate nel marciapiede, aveva guardato proprio quelle dedicate alle celebrità chiedendosi perché non ce ne fosse una con il suo nome. Ora quella stella era finalmente lì, in uno dei luoghi più conosciuti della città. La cerimonia arrivò però dopo un episodio piuttosto singolare. Tre giorni prima, qualcuno aveva danneggiato la stella appena installata, graffiando il simbolo centrale e scrivendo sul marciapiede le parole “I buried John”. Il danno venne riparato e la stella sottoposta a sorveglianza fino alla cerimonia. Fu il primo dei quattro Beatles a ricevere una stella individuale sulla Walk of Fame. George Harrison l’avrebbe ricevuta nel 2009, Ringo Starr nel 2010 e Paul McCartney nel 2012. Una stella dedicata invece ai Beatles come gruppo sarebbe arrivata nel 1998. Da allora quel punto di Vine Street è diventato anche un luogo di memoria. Negli anni successivi i fan vi si sono ritrovati soprattutto l’8 dicembre, anniversario della morte, portando fiori e accendendo candele. #JohnLennon #Beatles #Yesterdaypills
3
19
870
Chi segue Yesterdaypills conosce già le MonaLisa Twins e le loro splendide interpretazioni delle canzoni dei Beatles. Ma la loro passione per la musica non si limita ai Fab Four. Oggi vi proponiamo la loro versione di “God Only Knows” dei Beach Boys. Le loro voci si intrecciano con una naturalezza che rende ancora più emozionante questa canzone meravigliosa. Ascoltatele e diteci cosa ne pensate! 💙🎶 #MonaLisaTwins #BeachBoys #GodOnlyKnows #Yesterdaypills #Beatles
6
30
1,039
Ci uniamo ai sinceri complimenti fatti da @pillolerock e @PilloleCult ad @APudva, straordinario strumentista oltre che amico, per questa sua nuova emozionante avventura che lo vedrà impegnato con il figlio di Roger Waters. #pinkfloyd #rogerwaters #legacy #antonellopudva
Anche per noi di pillolerock, di @PilloleCult e di @yesterdaypills è un motivo di grande orgoglio l’annuncio di @APudva Antonello è stato più volte ospite delle nostre trasmissioni, dove si è esibito nei suoi straordinari assoli di brani leggendari. Bravo Antonello 👏💪🎸
1
2
10
852
Morten Harket: la lotta contro la malattia e un nuovo album all’orizzonte ✍️ Raffaella Mezzanzanica (@Lella_Mezza)   Morten Harket torna con “Human Grace”, il suo settimo album solista, in uscita il 27 novembre 2026, dodici anni dopo “Brother” (2014). In questi giorni è stato pubblicato il primo singolo, “Hold Me”, brano realizzato con la figlia Tomine Harket. L’album, composto da dieci tracce, vedrà la partecipazione anche dell’altra figlia, Karmen, in “Falling Down”. In una recente intervista a Jan Omdahl, giornalista e autore della biografia degli a-ha “The Swing of Things”, ripubblicata e ampliata nel 2010, Harket ha parlato dell’album e della sua condizione di salute. A Morten Harket è stato diagnosticato il morbo di Parkinson, diagnosi resa pubblica dallo stesso cantante nel giugno 2025. La malattia ha avuto conseguenze importanti sulla sua voce: oggi la situazione è variabile e, pur avendo recuperato in parte la voce parlata, Harket non è ancora in grado di utilizzarla attivamente come cantante, soprattutto dal vivo. Le principali parti vocali di “Human Grace” erano state registrate negli anni precedenti. Tra luglio 2025 e luglio 2026 l’album è stato completato con nuovi arrangiamenti, strumentazioni e alcuni overdub vocali. Harket non considera però “Human Grace” come un ultimo capitolo. Continua a cercare un modo per tornare a utilizzare la propria voce in studio quando le condizioni lo permetteranno. Il disco è, nelle sue parole, una celebrazione della vita, incentrata su amore, natura, connessione tra gli esseri umani e difficoltà di comunicazione in un’epoca dominata da schermi e social. E per i fan degli a-ha c’è un’altra importante apertura: Harket non esclude un possibile ritorno in studio con la band, qualora si presentassero le condizioni giuste. “Human Grace” uscirà il 27 novembre 2026. #MortenHarket #HumanGrace #NewAlbum #Yesterdaypills
a-ha, Summer Moved On ✍️ Raffaella Mezzanzanica #festivalbar (@Lella_Mezza) Gli a-ha hanno decisamente scritto la storia del pop mondiale. Il trio composto da Morten Harket, Magne Furuholmen e Pål Waaktaar-Savoy ha conquistato il pubblico grazie a un sound capace di fondere synth-pop, rock e melodie raffinate. Dopo il successo mondiale degli anni '80, la band si è sciolta nel 1994, per poi tornare sulle scene nel 1998 con una reunion che ha dato il via a una seconda fase della loro carriera, culminata nell'album “Minor Earth Major Sky” (2000). Quando si pensa agli a-ha, è inevitabile che vengano subito in mente successi come "Take On Me", entrata nella storia anche per l'innovativo videoclip che mescolava animazione a matita e riprese dal vivo, "The Sun Always Shines on T.V." e "The Living Daylights". Proprio quest'ultimo brano li portò nell'universo di James Bond: nel 1987 gli a-ha interpretarono "The Living Daylights", colonna sonora dell'omonimo film della saga di 007 con Timothy Dalton. La canzone divenne uno dei temi più apprezzati della serie e contribuì a consolidare ulteriormente il successo internazionale del gruppo. Nel 2022 la band è tornata con True North, un progetto tanto musicale quanto cinematografico. Accompagnati dalla Arctic Philharmonic, gli a-ha hanno realizzato un concept album dedicato ai grandi temi del nostro tempo, tra cui il rapporto tra uomo e natura, il cambiamento climatico, il trascorrere degli anni e la ricerca di un senso, facendo in modo che ogni canzone diventasse parte di un racconto più ampio ambientato negli spettacolari paesaggi della Norvegia. Nell'estate del 2000 gli a-ha presentarono "Summer Moved On" al Festivalbar. Il titolo potrebbe far pensare al classico tormentone da spiaggia, ma basta ascoltarne le prime note per capire che siamo di fronte a qualcosa di completamente diverso. Non è una canzone da ballare fino all'alba, bensì una ballata intensa e malinconica che racconta l'altra faccia dell'estate: quella che segna la fine di un periodo felice. L'estate diventa così la metafora del tempo che scorre, delle amicizie che si affievoliscono, degli amori che finiscono e di quel senso di solitudine che spesso emerge quando ci si accorge che nulla può davvero restare immutato. La registrazione in studio del brano è entrata anche nella storia della musica grazie a Morten Harket, che ha ottenuto un Guinness World Record per aver sostenuto per 20,2 secondi la nota più lunga a intonazione costante in un singolo presentenella classifica britannica. Riascoltare oggi “Summer Moved On” assume però un significato ancora più profondo. Nel 2025 Morten Harket ha annunciato di essere affetto dal morbo di Parkinson, spiegando che la malattia rende sempre più difficile utilizzare la sua voce e che non è più in grado di cantare come un tempo. È impossibile non cogliere un legame tra questa notizia e il messaggio della canzone: il tempo passa per tutti, le stagioni cambiano, alcune cose finiscono e bisogna imparare ad affrontare ciò che inevitabilmente si trasforma. E’ forse anche per questo che, a distanza di oltre venticinque anni, “Summer Moved On” continua a emozionare. #aHa #SummerMovedOn #Festivalbar #MortenHarket #TakeOnMe #TheLivingDaylights #SynthPop #Yesterdaypills
1
1
11
762
30 settembre 1968, quando la storia dei Beatles era già diventata un libro I Beatles non si erano ancora sciolti. Non avevano ancora suonato sul tetto della Apple, Abbey Road doveva ancora essere registrato e il mondo continuava a guardarli come la più grande band del pianeta. Eppure, il 30 settembre 1968, nel Regno Unito usciva già la loro prima biografia autorizzata: The Beatles: The Authorized Biography, scritta dal giornalista Hunter Davies. Davies aveva avuto un accesso davvero particolare alla band. Aveva incontrato John, Paul, George e Ringo, parlato con le loro famiglie, con gli amici e con le persone che lavoravano intorno a loro, raccogliendo materiale mentre la storia che stava raccontando era ancora in pieno svolgimento. E il momento non era casuale. In quelle stesse settimane i Beatles erano immersi nelle registrazioni del White Album, uno dei dischi più importanti e complessi della loro carriera. Hunter Davies stava quindi raccontando una storia che, in realtà, non era ancora finita. E forse è proprio questo l’aspetto più curioso di quel libro: nel 1968 qualcuno aveva già cominciato a scrivere la storia dei Beatles, mentre i Beatles continuavano ancora a scriverla con la loro musica. #Beatles #HinterDavies #Yesterdaypills
5
38
1,052
Christie’s lancia la Pop Culture Division. E Gooding Christie’s mette all’asta le moto di Billy Joel Christie’s punta sempre più sulla cultura popolare e crea una nuova “Pop Culture Division”, una divisione globale dedicata a un universo di oggetti e collezioni che spazia da cinema e TV alla musica, dagli strumenti musicali allo sport, dalla scienza alla tecnologia, fino allamoda. A guidarla sarà Josh Benesh, nominato Global Head of Pop Culture. La nuova struttura organizzerà diverse aste ogni anno, riunendo sotto un’unica divisione un’attività che Christie’s porta avanti da tempo con importanti collezioni legate a personaggi come Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Elton John, George Michael, Mark Knopfler e David Gilmour. Nel frattempo, Gooding Christie’s, casa d’aste specializzata nel mondo delle automobili, delle motociclette e dell’automobilia da collezione, si prepara alla sua prima asta newyorkese con una collezione speciale: oltre 70 motociclette appartenute a Billy Joel. La vendita si terrà il 20 e 21 novembre al Javits Center di New York. Tra le moto annunciate figurano una Triumph T140 Bonneville del 1978, regalata a Joel per il suo 150° show sold out al Madison Square Garden, una Ducati 900 Mike Hailwood Replica del 1982 e una Ducati 750 Sport del 1975. I proventi saranno destinati alla Joel Foundation. 📷 CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2026 #Christies #PopCulture #GoodingChristies #BillyJoel #Motorcycles #Retromobile #Auction #Yesterdaypills
1
9
560
📀 Cold Cuts, l’album fantasma di Paul McCartney Cold Cuts è probabilmente il più celebre tra gli album mai pubblicati da Paul McCartney: un progetto ripreso, modificato e riassemblato più volte nell’arco di oltre un decennio, senza però vedere mai ufficialmente la luce. Un autentico “lost album”, diventato nel tempo un oggetto di culto per i fan. L’idea nacque intorno al 1974-75, quando McCartney cominciò a pensare a una raccolta composta da brani inediti, versioni “alternate” e registrazioni rimaste fuori dagli album dei Wings. Il titolo Cold Cuts giocava ironicamente proprio sul concetto di materiale lasciato da parte. Una prima versione venne preparata nel 1975, ma il progetto fu presto accantonato. Paul tornò sull’idea nel 1978 con Hot Hitz/Kold Kutz, un doppio album che avrebbe dovuto riunire su un disco i grandi successi e sull’altro rarità e brani inediti. La casa discografica, tuttavia, non si mostrò convinta e del progetto venne pubblicata soltanto la parte dedicata ai successi, trasformata in Wings Greatest. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, Cold Cuts assunse progressivamente la forma di un album autonomo. Nelle diverse scalette preparate da McCartney comparvero canzoni come “Waterspout”, “Cage”, “Robber’s Ball”, “Did We Meet Somewhere Before?”, “A Love for You”, “My Carnival”, “Mama’s Little Girl”, “Hey Diddle” e “Tragedy”. Nel 1981 McCartney fece aggiungere nuovi cori, fiati e sovraincisioni ad alcuni brani, nel tentativo di rendere più omogenee e moderne registrazioni provenienti da periodi differenti. Anche questa versione, però, fu accantonata: la Columbia Records non era particolarmente interessata a pubblicare un album composto da vecchi outtakes e Paul aveva già nuovi progetti in preparazione. Un ultimo tentativo avvenne nel 1987, quando McCartney tornò a lavorare sul materiale insieme al produttore Chris Thomas e all’ingegnere del suono Bill Price. Ma ancora una volta Cold Cuts rimase nel cassetto, mentre la pubblicazione della raccolta All the Best! ebbe la precedenza. Negli anni successivi molte delle canzoni prese in considerazione per l’album sono state pubblicate ufficialmente come lati B, bonus track o all’interno delle ristampe della Paul McCartney Archive Collection. Altre, tra cui “Waterspout” e “Cage”, continuano invece a essere tra gli inediti più desiderati dai fan. Alla lunga e tormentata storia di questo disco è stato dedicato anche un libro firmato da Andrea James, che ricostruisce le diverse fasi del progetto, le scalette modificate nel corso degli anni e i ripetuti tentativi compiuti da McCartney per arrivare alla sua pubblicazione. Sebbene non sia mai uscito ufficialmente, il mito di Cold Cuts è rimasto intatto. Le sue numerose incarnazioni raccontano una fase creativa straordinariamente fertile e dimostrano come persino i brani lasciati da parte da McCartney potessero racchiudere idee, melodie e intuizioni di grande valore. Cold Cuts rimane così il grande album fantasma di Paul McCartney e uno dei segreti più affascinanti della discografia dell’ex Beatle. #PaulMcCartney #Beatles #Wings #ColdCuts #Yesterdaypills
2
13
75
4,113
Paul McCartney visita il nuovo museo di George Lucas Paul McCartney ha fatto visita al Lucas Museum of Narrative Art di Los Angeles, inaugurato pochi giorni fa. Nelle immagini diffuse dopo la visita, Paul compare insieme a George Lucas, alla moglie Nancy Shevell e a Mellody Hobson, moglie di Lucas e cofondatrice del museo. #PaulMcCartney #GeorgeLucas #LucasMuseum #TheBeatles #StarWars #Yesterdaypills
1
10
36
1,385
📺 Breaking Bad, il finale e quella canzone dei Badfinger Il 29 settembre 2013 dieci milioni di americani accesero la tv per vedere “Felina”, l’ultima puntata di Breaking Bad. Dopo cinque stagioni, la storia di Walter White arrivava alla sua conclusione. Ad accompagnare le immagini finali fu “Baby Blue” dei Badfinger. La canzone, contenuta nell’album Straight Up del 1971, trovò quella sera un pubblico nuovo e vastissimo. Da allora, per molti spettatori, basta ascoltarne le prime note per tornare con la memoria agli ultimi istanti della serie. La scelta del brano fu perfetta anche per un altro motivo: quel “blue” nel titolo richiamava il colore diventato uno dei simboli della storia di Walter White. A distanza di anni, Breaking Bad resta una delle serie più amate e celebrate. Di recente, il New York Times l’ha collocata al primo posto nella sua classifica delle migliori serie TV del XXI secolo. E voi? Pensate ancora a quella scena? 💙 #BreakingBad #Badfinger #BabyBlue #Yesterdaypills
Yesterdaypills 🍏
1
3
24
1,715
🗓️ 29 settembre: basta leggere questa data per ritrovarsi a canticchiare una vecchia canzone. Scritta da Lucio Battisti e Mogol e portata al successo dall’Equipe 84, “29 settembre” ha il potere di riportarci indietro nel tempo fin dalle prime note. E ammettiamolo: riascoltarla proprio oggi ci commuove sempre un po’. ❤️ #LucioBattisti #29Settembre #Equipe84 #Yesterdaypills
Yesterdaypills 🍏
2
6
36
1,120
George Harrison e la calma in fondo all’oceano Nel 1970, mentre l’attenzione del mondo era rivolta alla fine dei Beatles, George Harrison parlava alla BBC di un’altra trasformazione: quella che ciascuno può compiere dentro di sé. “La gente dice sempre che sono il Beatle cambiato di più. Ma, in realtà, è proprio questo il senso della vita, per come la vedo io. Il punto è che, se non si è consapevoli di Dio, bisogna cambiare, altrimenti si spreca il proprio tempo. Siamo tutti così limitati e, quando penso ai miei limiti, mi rendo conto di quanto poco riusciamo a fare. Bisogna cercare di cambiare, di migliorare sempre. In fondo, il mondo materiale è fatto di cambiamento. Il cambiamento che avviene attraverso la meditazione, però, è graduale. Più si comprende, anche semplicemente crescendo, più ci si accorge che la meditazione aiuta. Permette di intuire che sotto ogni cosa esiste un’unità: c’è qualcosa, in ogni atomo, che tiene insieme il tutto. In realtà, è davvero tutto uno. Ma dire a livello intellettuale ‘siamo una cosa sola’ significa perdere il punto. Bisogna farne esperienza, percepire davvero quell’unità. Maharishi diceva: ‘Perché una foresta sia verde, ogni albero deve essere verde’. Se ci mettiamo a giudicare gli altri da lontano, torniamo a ciò che diceva Cristo: bisogna prima mettere ordine nella propria casa. Quando mi accorgo di criticare qualcuno, torno subito a guardare me stesso: finché non avrò messo ordine dentro di me, non sarò nella posizione di giudicare gli altri. La meditazione aiuta anche in un altro modo. In qualunque momento della giornata, qualunque cosa stia accadendo, puoi ritrovare il controllo di te sedendoti in silenzio e prendendo distanza dai problemi esterni. In mezzo al rumore della società puoi volgerti dentro di te, dove c’è calma e pace. È come l’oceano: in superficie cambia continuamente, mentre sul fondo è calmo e immobile. Se non sei ancorato al fondo, sei in balìa di ogni cambiamento. La meditazione, o le diverse forme di yoga, sono modi per ancorarti saldamente a quello stato di coscienza. Così puoi continuare a vivere e ad agire in superficie, restando saldo dentro di te.” #GeorgeHarrison #TheBeatles #Yesterdaypills #beatles
3
93
503
19,098