Non tutto è chiaro dall’inizio, diceva quello. Altrimenti Van Gogh avrebbe venduto più di un quadro durante la sua vita.
Settembre 2018. Tre giorni dopo l’Inter deve andare a Eindhoven e Spalletti fa rifiatare qualche titolare contro il Cagliari. In attacco c’è Lautaro Martínez, arrivato dal Racing pochi mesi prima.
È la sua prima da titolare. Bastano pochi minuti: cross dalla sinistra, colpo di testa sul primo palo, palla in rete. L’assist? Dalbert. Non tutto è chiaro dall’inizio, appunto.
Per Lautaro è solo il primo capitolo. Un percorso che ricorda quello di Diego Milito, che lo aveva sostituito al Racing al suo esordio da professionista. Due attaccanti diversi, ma con la stessa fame.
Da Bahia Blanca a San Siro, il Toro si è preso tutto: gol, trofei, fascia da capitano e un posto nella storia nerazzurra.
Quel colpo di testa era solo il primo. Otto anni dopo, la quota 200 non sembra più così lontana.
Perché quelli come Lautaro, come Milito, se le cose le vogliono, se le prendono.