Provo enorme disgusto per chi giustifica il genocidio perpretato dallo stato israeliano!

L'Italia di Gattuso in confronto a questa Italia era il Barcellona di Guardiola. Ma che è sta pena? Speriamo che prima di subito caccino quella cariatide di Malagò. #mancini #ItaliaBelgio
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Gino Strada ha spiegato la propaganda di guerra come pochi altri: Emma Bonino lo accusò di essere un fiancheggiatore dei talebani. Strano che l'alleanza con calenda non abbia funzionato, quei due sembravano madre e figlio. "Una persona alla volta", l'ultimo libro di Gino Strada:
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Bonino era un smantellatrice di diritti sociali senza i quali i sacrosanti diritti civili di cui era paladina sono un benefit per i soli ceti abbienti: con la sinistra non c'entrava nulla, anzi, e infatti gli onori di Stato glieli tributa l'estrema destra
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Hahahaha... immagino il mentecatto di destra che per anni ha usato il nome di #Giuseppi e ora si ritroverà in ogni dove l'umiliazione subita da GIGIORGIA! Minorati che non siete altro, la ruota gira sempre! 👋🏼👋🏼👋🏼 #Meloni #Poverina #Tajani #Trump
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Trump ha umiliato la Meloni cosi come ciclicamente questa caciottara umilia gli italiani con le sue politiche del nulla e con le sue figure barbine che fa, ovunque va. #Meloni
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Oggi finisce definitivamente la narrativa del centro destra su "Giuseppi" ed inizia quella del "#Giorgia mi ha fatto pena". Questo è il peggior governo della storia, il #governodellafuffa Fatevene una ragione, non saranno le vostre menzogne a cambiare la storia. #Tajani #Meloni
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Come sempre perfetti. C'ero, e non c'è davvero nient'altro da dire. 🇮🇹🇮🇹🇮🇹
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La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled. "La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo. Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele. E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche. È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato. L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti. Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere. La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono. Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
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«Gli arabi sono inferiori a noi [ebrei]. Ecco perché prendiamo a calci i palestinesi e li schiaffeggiamo. Addestriamo i cani ad azzannarli violentemente senza pietà. Ecco perché gli spariamo. Non valgono nulla» La parole di un Preside di una scuola di Tel Aviv, che insegna letteralmente ai bambini israeliani a odiare e sterminare.
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Io non sono un numero. In memoria degli oltre 72.000 palestinesi uccisi nel genocidio israeliano. Cliccando sul link, enter, e poi su ogni punto uscirà nome, età e data di nascita di ogni palestinese ucciso. bkhmsi.github.io/i-am-not-a-…
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Limor Son Har-Melech, la deputata israeliana che ha definito un uomo “santo” il terrorista israeliano che ha bruciato viva una famiglia palestinese, la stessa deputata che ha festeggiato la legge sulla pena morte per i palestinesi, parlando di iniezioni letali, di cappi al collo pronti. In questo video insegna a sua figlia a uccidere i palestinesi quando sarà adulta. «Cosa vorresti fare da grande?» «La soldatessa.» «E cosa farai?» «Andrò in jeep e ucciderò gli arabi.» Israele, capitale del suprematismo razzista: l’Europa stracci l’accordo di cooperazione, sanzioni e boicotti Israele.
🚨 Israeli Knesset member Limor Son Har-Melech teaches her kid to kill arabs when she grows up. "What will you be when you grow up?" "A soldier." "And what will you do ?" "I will go in a jeep and I will k*Il the Arabs."
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La politica ha il dovere di chiedere le immediate dimissioni di Gravina. Quello che stiamo vedendo con Gravina non si è mai visto nella storia gloriosa di questa nazionale. Vattene! DIMISSIONI IMMEDIATE! #BASTONI #bosniaitalia #esposito #turpin #kean #cristante #gattuso
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Bastoni ci manda a casa.... ma il vero colpevole è sempre e solo uno... GRAVINA. TE NE DEVI ANDARE VIA SUBITO. IMMEDIATE DIMISSIONI! GRAVINA VATTENEEEEEEEE! VERGOGNATI! #GRAVINA #bosniaitalia #italiabosnia #bastoni #gattuso #Esposito
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Questo è il terrorista ebreo Israeliano Baruch Goldstein, la cui foto era appesa nel salotto della casa del ministro israeliano Ben Gvir. Nel 1994, ha ucciso 29 palestinesi mentre pregavano in una moschea a Hebron. Un terrorista in tutti i sensi. Ma secondo la legge sulla pena di morte per i terroristi, approvata dal parlamento israeliano, non avrebbe ricevuto la pena capitale. Semplicemente perché è un ebreo israeliano, e non palestinese. L’apartheid in Israele è molto peggio dell’apartheid in Sudafrica.
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Questo è per quando qualcuno ci ripeterà la filastrocca di forza italia "partito di centrodestra moderato".
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Vince il NO, come prevedibile, considerando le numerose bugie e minchiate diffuse dai sostenitori del SI. Non a caso, erano stati gli stessi promotori ad ammettere il carattere favorevole alla classe politica della riforma, ma a tutto c'è un limite! #referendumgiustizia2026
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RT @Zerovirgola2: Intervento CAPOLAVORO di #Travaglio 🙌🏼 #ottoemezzo
Zerovirgola
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