Avvocato e Prof. di diritto pubblico comparato presso l'Università di Bologna. Oggi Ministro dell'Università e della Ricerca e Senatrice di @forza_italia

Un edificio rimasto inutilizzato per anni oggi torna a vivere. E lo fa per i ragazzi e le ragazze che hanno scelto di studiare ad Ascoli Piceno. Martedì abbiamo inaugurato Anima Picena Student Housing, nel cuore delle Marche: 72 posti letto in un immobile recuperato e trasformato in una residenza moderna, efficiente e pensata per accompagnare la vita degli studenti, dallo studio alla socialità. È questo il senso del nostro Piano Housing: dare una casa a chi studia lontano da casa, ma anche restituire vita e valore a spazi che per troppo tempo sono rimasti vuoti. Anima Picena è un esempio concreto di questa visione, che abbiamo portato avanti in tutta Italia. Abbiamo superato i 63 mila posti letto attivati, andando oltre l’obiettivo fissato dal PNRR. Ma più dei numeri contano le opportunità che quei numeri rendono possibili: la libertà, per tante ragazze e tanti ragazzi, di scegliere dove studiare senza che il costo di una casa diventi un ostacolo. Grazie a Giuliano Tosti, Proprietario di Anima Picena Student Housing, per l’impegno e dedizione. Un grazie anche a Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno, a Manuela Manenti, Commissario straordinario per gli alloggi universitari, a Guido Castelli, Commissario straordinario alla Ricostruzione, e all’Onorevole Francesco Battistoni per la loro preziosa presenza.
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La ricerca italiana cresce. E con lei cresce l’Università. I finanziamenti destinati alla ricerca universitaria sono aumentati in modo significativo negli ultimi anni, anche grazie alle risorse del PNRR dedicate al rapporto tra ricerca e impresa. Più risorse agli atenei, più persone impegnate nella ricerca, più ricercatori. Dati certificati anche dall’Istat e riportati oggi dal Sole 24 Ore. È un trend che riguarda tutto il Paese e che ha avuto un’accelerazione particolare nel Mezzogiorno, dove nel 2024 la spesa per la ricerca è aumentata più che nel resto d’Italia. Più investimenti significano più ricerca, più competenze, più capacità di innovare. Una buona notizia per l’Università e per l’Italia.
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C’era una frase che il Presidente Silvio Berlusconi diceva sempre: dovete piantare alberi. Non lo diceva riferendosi materialmente alle piante, ma in maniera metaforica: costruire oggi qualcosa per le generazioni presenti e prossime, a cui abbiamo l’obbligo morale di consegnare un mondo migliore. L’agricoltura innovativa è una delle grandi sfide strategiche del futuro, perché intreccia sicurezza alimentare, sostenibilità, competitività e capacità di governare le trasformazioni tecnologiche. Ed è esattamente quello che si fa all’Institute of Advanced Science for Agriculture, a Jolanda di Savoia (FE). Ringrazio Federico Vecchioni, Presidente Esecutivo BF S.p.A., e Sergio Dompè per l’invito a questa bellissima giornata e per il grande lavoro che stanno facendo nel costruire questa realtà innovativa. Un grazie anche a Pier Sandro Cocconcelli, Rettore dell’IASA, Elisa Trombin, Sindaco Jolanda di Savoia, e Laura Ramaciotti, Presidente CRUI, per la loro preziosa presenza.
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Per troppo tempo l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica è stata considerata un percorso di serie B. Un errore, perché nei Conservatori, nelle Accademie e negli Istituti di design ragazze e ragazzi studiano, creano, sperimentano e innovano. Oggi questo percorso ha finalmente la piena dignità della formazione universitaria: con i dottorati di ricerca dedicati e il riconoscimento dei diplomi come lauree, agli studenti AFAM viene riconosciuto pienamente il valore del percorso che hanno scelto e delle competenze che stanno costruendo. E allora vedere queste immagini dal Conservatorio di Benevento, l’emozione delle ragazze e dei ragazzi e ascoltare le parole del Direttore Giuseppe Ilario vale più di tante parole. Perché dietro ogni cambiamento ci sono prima di tutto loro: studenti che hanno scelto di trasformare il proprio talento in studio, competenza e futuro.
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Prima ci dicevano: «Non farete mai gli studentati». Li abbiamo fatti. E allora l’accusa è cambiata: «Costano troppo». Ma anche questo dice una cosa molto semplice: i posti letto ci sono. Sono stati realizzati, aperti e oggi ospitano gli studenti. Noi abbiamo scelto di passare dalle parole ai fatti. Chi ci diceva che non ce l’avremmo fatta, oggi cerca un altro motivo per contestare quello che abbiamo realizzato. E anche stavolta, i fatti raccontano un’altra storia. Ma quanto costa davvero uno studentato? E cosa comprende quel costo? Sono andata a chiederlo direttamente a padre Liggeri, dei Frati Minori Conventuali, che gestiscono il nuovo studentato di Roma. La sua risposta racconta molto più di tante polemiche.
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Ci sono storie che meritano di essere conosciute attraverso la voce dei loro protagonisti. Matilde ha 16 anni e oggi ha raccontato la storia dello studentato Montefeltro di Urbino con l’emozione di chi porta dentro di sé una storia di famiglia. Una storia nata dal lavoro dei suoi zii e di suo padre e portata avanti con coraggio e determinazione anche dopo la sua scomparsa. Un’eredità fatta di ricordi, ma anche di impegno, visione e capacità di trasformare un sogno in realtà. Per molti anni, quest’edificio era rimasto inutilizzato, silenzioso e vuoto. La famiglia Sartini ha scelto di restituirgli vita, recuperandolo e trasformandolo in uno studentato da 105 posti: un luogo accogliente, pensato per diventare casa per tanti giovani che scelgono Urbino per studiare e costruire il proprio futuro. Oggi quel progetto è diventato realtà. E nelle parole di Matilde abbiamo ritrovato il valore di una storia che continua: custodisce la memoria di chi l’ha iniziata e guarda con fiducia al futuro. Voglio ringraziare tutta la famiglia Santini per le commoventi parole che hanno condiviso con tutti noi in questa bellissima giornata: un esempio per tutti coloro che hanno avuto il piacere di ascoltarle. Un grazie anche a Enrico Rossi, Vicepresidente della Giunta regionale delle Marche, Maurizio Gambini, Sindaco di Urbino, e Agnese Sacchi, Presidente di ERDIS Marche, per la loro presenza.
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Oggi, alla Fondazione Collegio delle Università Milanesi, abbiamo presentato housinguniversitario.mur.gov…, il portale dell’housing studentesco in Italia: uno spazio pensato per studenti, studentesse e famiglie, dove trovare gli alloggi universitari disponibili sul territorio nazionale, conoscere quanti posti letto sono stati realizzati e seguire lo stato di avanzamento di quelli che saranno pronti nel 2027. Nel 2022 abbiamo ereditato una situazione ferma a 40mila posti letto costruiti in 25 anni. In meno di 5 anni, ne stiamo realizzando 73mila. Numeri che raccontano una scelta precisa: investire sugli alloggi per studenti, perché poter trovare un alloggio a un costo accessibile significa anche avere la libertà di scegliere dove studiare. Garantire questa libertà significa rendere concreto il diritto allo studio. È questo l’impegno del Ministero che mi onoro di servire: offrire a ogni ragazzo e a ogni ragazza la possibilità di scegliere il proprio futuro senza che il costo di un alloggio diventi un ostacolo. Ringrazio di cuore il Politecnico di Torino e il suo rettore, Stefano Corgnati, per aver contribuito a realizzare questo portale utilissimo. Un grazie anche a Stefano Blanco e Salvatore Carrubba, Direttore Generale e Presidente della Fondazione Collegio delle Università Milanesi, per l’accoglienza e l’ospitalità e per aver ospitato il premio “Prof. Romano Del Nord” per i migliori studentati d’Italia finanziati con la legge 338.
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Studiare e praticare sport ad alto livello non devono essere percorsi alternativi. Con il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, abbiamo istituito il “Fondo sport per studenti universitari”: 14 milioni di euro per sostenere i giovani che affiancano al percorso accademico un’attività agonistica di rilievo nazionale. Con questa misura vogliamo sostenere concretamente gli studenti-atleti, riconoscendo il valore dell’impegno e della disciplina che esprimono ogni giorno dentro l’università e nei campi di gara. Investire su di loro significa rendere il diritto allo studio più inclusivo e dare a ragazze e ragazzi la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti a scegliere tra formazione e attività agonistica.
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Ogni borsa di studio è una ragazza o un ragazzo che può studiare, costruire il proprio percorso, scegliere il proprio futuro. Per questo abbiamo aumentato di 288 milioni di euro lo stanziamento per le borse di studio, portando le risorse complessive a oltre 845 milioni di euro. Abbiamo raggiunto il 100% di copertura degli studenti idonei, aumentato gli importi e allargato la platea dei beneficiari. Aumentare le risorse è fondamentale, ma non basta: occorre fare in modo che ogni risorsa arrivi davvero nei luoghi del bisogno. Quindi, abbiamo rafforzato la collaborazione con la Guardia di Finanza per contrastare le frodi e garantire correttezza nell’assegnazione delle borse e dei posti negli studentati. Più opportunità per chi studia, più attenzione per chi ha davvero bisogno di sostegno. Perché il diritto allo studio deve essere una possibilità concreta per tutti.
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Tutta la mia vicinanza e solidarietà al ministro Valditara per le gravi minacce ricevute. Il dissenso è libero. La critica è legittima. L’intimidazione e la violenza non lo saranno mai. A Giuseppe va il mio abbraccio. Sono certa che non si lascerà intimidire e continuerà a svolgere il suo lavoro con la forza e la determinazione di sempre.
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Più borse di studio. Più libertà. Più futuro per i nostri giovani. Il Governo sceglie di investire sui giovani e sulla loro formazione, perché nessuna ragazza e nessun ragazzo deve rinunciare all’università per le proprie condizioni economiche. Con 288 milioni di euro in più per le borse di studio universitarie, portiamo le risorse complessive per il prossimo anno accademico a oltre 845 milioni di euro. Negli ultimi anni abbiamo raggiunto il 100% di copertura delle borse per gli studenti idonei. Ora rafforziamo questo risultato, aumentando gli importi e ampliando la platea di chi può beneficiarne. Perché il diritto allo studio non è una promessa: è una scelta politica precisa. È dare alle ragazze e ai ragazzi la libertà di scegliere dove studiare, di formarsi e di costruire il proprio futuro. Il diritto allo studio si pratica e non si predica. E investire sui giovani significa investire sul futuro dell’Italia.
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I 173 posti letto del nuovo Studentato Seraphicum a Roma sono un altro risultato concreto del Piano Housing. Un piano con cui abbiamo superato il target del PNRR, attivando oltre 63 mila nuovi posti letto in tutta Italia. Dietro questi numeri ci sono ragazze e ragazzi che possono scegliere dove studiare, vivere l’Università con maggiore serenità e guardare al futuro con più libertà. Ci sono famiglie che possono sostenere il percorso dei propri figli con meno preoccupazioni. C’è un diritto allo studio che diventa realtà, ogni giorno, in tutto il Paese. È questo il senso del lavoro che stiamo portando avanti: non soltanto costruire studentati, ma offrire agli studenti un luogo in cui vivere, studiare, incontrarsi e sentirsi a casa, anche quando casa è lontana. Ringrazio di cuore il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, per la preziosa collaborazione e per l’impegno condiviso nel rafforzare l’offerta di posti letto per gli studenti. Un grazie anche a Padre Carlos Alberto Trovarelli, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali; a Padre Maurizio Di Paolo, Procuratore e rappresentante legale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali; a Don Maurizio Mirilli, Responsabile della Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma; a Simone Foglio, Presidente di DiSCo Lazio; e a Sofia Adele Durazzi, studentessa e componente del CdA di DiSCo Lazio, per la loro presenza. Dalle tende agli studentati, dalle proteste alle soluzioni: è così che rendiamo più forte il diritto allo studio.
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“Le nuove tecnologie possono essere una ricetta di longevità, ma anche uno strumento di disuguaglianza”. È una riflessione che oggi il @ProfValterLongo ha condiviso sul palco del Nutrition e Longevity Festival, organizzato dalla sua Fondazione a Cervia. Una riflessione che ci pone davanti a una domanda importante: come possiamo fare in modo che i progressi della scienza e della tecnologia siano davvero un’opportunità per tutti? Credo che anche su questo, come su tanti altri, l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV ci offra una chiave di lettura preziosa. Le nuove tecnologie sono un dono affidato all’umanità, perché sappia farle fruttare e metterle al servizio dell’intera comunità. È questa la responsabilità che abbiamo: fare in modo che la conoscenza non sia un privilegio per pochi, ma una possibilità concreta per tutti. Per riuscirci, dobbiamo mettere in rete il pubblico e il privato, le università, la ricerca, le imprese e le istituzioni. Dobbiamo portare la conoscenza dove serve, renderla accessibile e trasformare le scoperte scientifiche in opportunità reali per le persone. Perché il vero progresso è quello che migliora la vita di tutti. E questo vale anche per la longevità: vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio, deve essere una possibilità che la scienza ci aiuta a rendere sempre più ampia e condivisa. Grazie di cuore alla Fondazione Valter Longo ETS per la splendida occasione di confronto. Un ringraziamento anche a Mariolina Castellone, Vicepresidente del Senato, e ad Antonluca Matarazzo, Amministratore Delegato della Fondazione.
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“Libertà” è una parola che la comunità di Forza Italia porta nel cuore. È il principio che guida il nostro impegno politico e istituzionale, ogni giorno. In questi quattro anni al Ministero dell’Università e della Ricerca, libertà ha significato soprattutto una cosa: dare a ogni ragazza e a ogni ragazzo la possibilità di studiare, crescere e costruire il proprio futuro, senza che le condizioni economiche o il luogo di nascita decidano al posto loro. È questo il senso più profondo del diritto allo studio: non una promessa, ma una libertà che si pratica. E i numeri raccontano un lavoro concreto: oltre 73mila nuovi posti letto per gli studenti, 9,4 miliardi di euro per le università, un record di finanziamenti, e 3,3 miliardi per le borse di studio, con il 99,8% degli studenti idonei coperti. Dietro ogni numero ci sono ragazze e ragazzi che possono scegliere dove studiare, vivere l’università con più serenità e guardare alle proprie ambizioni con più fiducia. Perché credere nei giovani significa dare loro la libertà di scegliere. E noi questa libertà vogliamo renderla concreta. Grazie di cuore a @fi_giovani e al segretario nazionale @Leoni_Simo per avermi invitato sul bellissimo palco di Azzurra Libertà. È stato un piacere incontrare tanti giovani appassionati, pieni di energia, idee e voglia di fare politica. Sono loro, con il loro entusiasmo e le loro ambizioni, la forza più bella del nostro movimento. E sono loro il futuro dell’Italia.
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Un estratto della mia intervista di oggi al quotidiano Il Piccolo.
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Ho incrociato tante donne nella mia vita professionale e politica. Forti, coraggiose, libere. Ma nessuna è e sarà mai come Emma Bonino. Unica. Indomita. Radicale nel cuore e nel carattere. Una donna che non si è mai accontentata dello spazio che le veniva concesso perché ha sempre pensato che la libertà fosse, prima di tutto, la possibilità di scegliersi quello spazio da sole. Avevamo storie politiche diverse, ma erano tanti i terreni su cui riconoscevo tutta la forza delle sue convinzioni. Uno su tutti, l’Europa. Per Emma non era un luogo nel quale stare per convenienza, ma una casa da costruire, rendere più autorevole, capace di contare nel mondo. Aveva un’idea esigente della politica: non bastava denunciare un’ingiustizia, bisognava combatterla. E non bastava combattere, bisognava costruire. Trasformare una battaglia in un diritto, una convinzione in un cambiamento possibile. Le sue battaglie apparterrano per sempre alla storia politica e sociale del nostro Paese. Oggi saluto una grande protagonista della politica italiana. Ma soprattutto una donna che non ha mai chiesto il permesso di essere libera.
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Venticinque anni dopo, ci sono immagini che non hanno bisogno di essere spiegate. Le Torri Gemelle, il fumo nel cielo di New York, le persone in fuga. E poi il silenzio, il dolore, le vite spezzate. L’11 settembre resta una ferita nella memoria del mondo. Ma soprattutto resta il ricordo di migliaia di donne e uomini che quella mattina uscirono di casa per andare al lavoro, iniziare una giornata qualunque e non fecero più ritorno. È a loro, alle loro famiglie e a chi rischiò la propria vita per salvarne altre che va oggi il nostro pensiero. Il terrorismo volle seminare paura e colpire la libertà. Venticinque anni dopo, la risposta più forte resta la stessa: non lasciare che la paura sia più forte dei nostri valori. Ricordare l’11 settembre significa allora qualcosa di più che custodire il passato. Significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare: dalla parte della dignità della persona, della democrazia, della libertà, del diritto dei popoli a vivere in pace. E significa consegnare questi valori alle nuove generazioni. Perché la memoria non è soltanto ciò che non vogliamo dimenticare. È ciò che scegliamo di difendere.
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Siamo passati dalle tende ai cantieri, dalle proteste agli studentati. Aver realizzato oltre 63mila nuovi posti letto significa dare a migliaia di ragazze e ragazzi un luogo dove vivere e studiare. E significa riconoscere la libertà di scegliere dove formarsi. Il mio intervento al Question Time di oggi alla Camera.
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