Open innovation manager, polemista intermittente

Italy
#spazioaldesiderio il nostro nuovo libro con @paoloventuri100 edito da @egeaonline. Felicissimi! Anche di portarlo in giro.
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Flaviano Zandonai retweeted
🇪🇺 EU Kids Act: Bruxelles mette sul tavolo una bozza di 99 pagine, venduta come "spazi digitali più affidabili" e come risposta alla crisi dei minori online. 👉 piped.video/watch?v=Ki0t6SV6… Tre le soglie previste: under 13 esclusi da social e piattaforme video, 13-15 con account supervisionato, 15+ via libera. Più un pacchetto "safety by design" contro design compulsivo, dark pattern e raccomandazioni nocive. Il problema è che la norma sembra solo un esercizio di soluzionismo tecnologico. Sposta una questione sociale e politica su checklist di conformità e impostazioni predefinite, senza toccare la "chimica" del feed né gli incentivi economici del modello pubblicitario. La verifica dell'età diventa il perno, e non un controllo "solo dei minori": è un'infrastruttura di identificazione potenzialmente pervasiva per tutti, con la promessa fragile di soluzioni zero-knowledge. E dentro ci finiscono anche gli AI companions. Invece di una scelta politica netta, si chiede ai prodotti di non fare ciò per cui sono progettati (attaccamento e dipendenza emotiva), delegando tutto alla compliance. E l'enforcement ricade su autorità già sotto organico (coordinatori DSA) e su app store chiamati a fare anche i giudici dell'età, un'architettura che rischia più sorveglianza e profilazione, non più protezione. Una "codarda manovra paracula", di soluzionismo puro, che alimenta le scartoffie di compliance. E che getta le basi di un'architettura di sorveglianza. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet #EUKidsAct #VerificaEtà #DigitalServicesAct #techpolicy
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Che ruolo hanno le #evidenze per valutare le opere pubbliche? Qualche riflessione a riguardo su #ilTquotidiano a partire da un "caso studio" (il cantiere di un nuovo ponte a sud di #Trento).
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C’è un dato diffuso in questi giorni che racconta bene una parte delle difficoltà dei giovani italiani nel mercato del lavoro: nel 2025 hanno lasciato la casa dei genitori, in media, a 30,2 anni. La media europea è 26,3. Peggio dell’Italia fanno soltanto Croazia, Grecia e Slovacchia; la Spagna è sullo stesso livello. Preso da solo, il dato potrebbe essere letto come un fatto culturale, familiare o legato al mercato della casa. Ma Eurostat lo mette accanto a un altro indicatore che cambia parecchio la lettura: il tasso di occupazione dei 20-29enni. Nel 2025 nell’Unione europea lavora il 65,5% dei giovani di questa fascia di età. In Italia siamo intorno al 48%, che corrisponde al valore più basso dell’UE. Per capirci, nei Paesi Bassi il tasso arriva all’84%, in Germania al 77%. La relazione non dimostra, naturalmente, un nesso causale automatico. Ma la geografia europea è abbastanza netta e emerge come nei Paesi nei quali i giovani lavorano di più, tendono anche a lasciare prima la famiglia di origine; dove l’occupazione giovanile è più debole, l’uscita avviene più tardi. Questo aiuta anche a leggere diversamente la discussione sull’autonomia dei giovani italiani e quando si costruiscono le sue condizioni economiche. Diversi studi della Banca d’Italia e dell’Istat mostrano che il ritardo nell’uscita dalla famiglia di origine dipende dall’intreccio tra condizioni del mercato del lavoro e accesso alla casa. Contano l’ingresso tardivo nell’occupazione, la discontinuità lavorativa, i redditi insufficienti e il costo dell’abitazione. La famiglia finisce così per svolgere una funzione di protezione economica molto forte, assorbendo una parte del rischio che altrove viene sostenuto maggiormente dal mercato del lavoro e dal welfare. Questo non significa che cultura e modelli familiari non contino ma ridurre tutto all'Italietta significa ignorare una parte importante del problema.
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Flaviano Zandonai retweeted
L’occupazione continua a crescere, ma nel secondo trimestre 2026 abbiamo l'1,3% di ore lavorate in più e circa l'1% di PIL in più. Vuol dire che, mediamente, ogni ora di lavoro genera meno rispetto a un anno fa e, infatti, la produttività è diminuita dello 0,3%. Una dinamica che continua ormai da diversi anni. Sarebbe troppo facile spiegare la debole produttività semplicemente con una crescita di lavoro precario o a poche ore. I dati non raccontano questo: aumenta il tempo pieno e aumenta il lavoro permanente. La questione è più profonda e riguarda dove si crea occupazione, come vengono organizzati lavoro e produzione, gli investimenti, la tecnologia e la capacità delle imprese di generare valore aggiunto. Il problema diventa ancora più evidente se lo guardiamo in prospettiva demografica. L'Italia può ancora sostenere la crescita aumentando i tassi di occupazione, soprattutto tra donne, giovani e lavoratori più anziani. Ma la popolazione in età da lavoro sta diminuendo e una crescita fondata prevalentemente sull'aggiunta di persone e ore incontra quindi un limite strutturale. Se non torna a crescere la produttività, diventerà difficile sostenere insieme crescita economica, salari e sistema di welfare.
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La #rendicontazione delle risorse pubbliche. Un mondo sempre più surreale. Un editoriale per #ilTquotidiano oggi in edicola.
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Prima pagina de #ilTQuotidiano che accanto alla foto notizia sul caporalato ospita un mio editoriale sul riconoscimento da parte della Camera di commercio di Trento del lavoro comunitario. Davvero due facce della stessa medaglia. Anzi forse non è neanche la stessa di medaglia
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Volete vedere passato, presente e futuro dei #benicomuni? Venite a #Grauno, in Val di Cembra in Trentino. Editoriale per #ilTquotidiano in edicola oggi.
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#frictionless è il nuovo mantra della progettazione. Anche nel #turismo. Ma cosa succede se c'è attrito tra persone, ambiente e tecnologia? Un editoriale per #ilTquotidiano in edicola oggi
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Flaviano Zandonai retweeted
"Cura, coraggio, connessione, cambiamento sistemico, inclusione e prossimità" pubblicanet.com
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C'è una nuova #governance della cooperazione trentina. Non è stato un percorso semplice e proprio per questo vale la pena di ricostruirlo con la lente di un concetto sociologico più che classico: il #potere. Buona lettura oggi su #ilTquotidiano.
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Cosa succede quando i #fondatori (per di più di imprese storiche) si separano? Un editoriale per #ilTquotidiano in edicola oggi.
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Il nuovo Occidente: ecco cosa c'è nel primo numero di Appunti di Geopolitica formato rivista. Non lasciamo tutto il dibattito geopolitico a Limes e Domino! Qui trovate il primo numero: payhip.com/b/0rV3S
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Oltre alle schermaglie politiche e alle retoriche cooperative c'erano anche #contenuti ieri all'assemblea della Cooperazione trentina. Ho provato a riprenderli in questo editoriale per #ilTquotidiano
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