La tempesta perfetta
I mercati finanziari stanno incominciando a prezzare un tumulto nelle prossime settimane. I rendimenti americani sono ai massimi dal 2002, in Francia sfiorano il 5%.
L'inflazione italiana a settembre è stata del 4,2%, ai massimi da 3 anni. Considerando solo il rialzo mensile, vediamo il +15,4% degli ortaggi, +10% di hotel, +6,5% del gas naturale. Sull'anno, i dati mostrano un armageddon sociale.
Il governo italiano chiede allora una modifica delle idiote regole dell'Unione europea. In particolare, si è chiesto di rivedere il tasso di crescita annuo della spesa netta, calcolato in un periodo totalmente diverso. Con l'attuale aumento dell'inflazione, infatti, quei parametri implicano una diminuzione assurda della spesa pubblica reale. Cioè, più tasse e meno servizi. Ma da Bruxelles, per ora, solo mezze promesse, e il rimando all'attivazione della clausola di salvaguardia, che però vale per le spese di difesa e per gli investimenti a lungo termine in energia, e comunque andrebbe a ritardare il rientro dell'Italia tra i paesi "virtuosi".
Davvero, questa UE e questo euro sono la manifestazione più paradossale di un rincretinimento collettivo in Europa.
Tuttavia, l'Agenzia europea per la Difesa ha rilasciato gli ultimi dati. La spesa è aumentata in un anno del 22%, un boom senza precedenti. Parliamo di 454 miliardi di euro, con la prospettiva di arrivare a 547 nel '29: nominalmente, più di Russia e Cina messe insieme.
Dopo le esercitazioni eccezionali della Nato intorno all'exclave russo di Kaliningrad, il Cremlino ha reagito, e si è detto pronto a impiegare "l'intero arsenale di armi a sua disposizione". Una minaccia senza precedenti. Peccato che si dimentica che il 19 maggio era stato il ministro degli esteri lituano ad affermare che "la Nato ha i mezzi necessari per distruggere le basi russe dell'exclave". Cioè, per far partire la terza guerra mondiale.
Siamo forse alle porte della tempesta perfetta?
Queste presunte leadership hanno perso il controllo.
Hanno perso il senno.
Hanno perso la realtà.
Proprio in questo momento, però, serve un rilancio di pensiero critico, di visione, di pace.
Forse, rimanendo voce che grida nel deserto. Forse, proprio in questo deserto, riusciremo a uscire dal pantano.
Sembra impossibile, ma non possiamo perdere proprio ora la speranza.
Gabriele Guzzi