C'è ancora chi dice che mi sono vaccinata. E invece no, nonostante i gufi che davano per destinata all'estinzione la razza umana che non ha prestato il braccio al sopruso vaccinale, sono ancora qui senza buchi sul braccio, senza essermi presa il Covid e soprattutto senza gli effetti avversi che i piazzisti in camice bianco continuano a negare. E sia chiaro, non ho fatto finta di vaccinarmi con il placebo come tanti personaggi pubblici né sono stata esentata dal farlo come molti politici o personale delle istituzioni (in America).
Non mi sono vaccinata e l'ho dichiarato pubblicamente.
E il paese in cui vivo, che viene demonizzato come oppressore della libertà personale, mi ha lasciato libera di decidere senza criminalizzarmi.
L'Italia è un paese che adoro, ma ha un problema enorme di informazione, di credibilità e di libertà. Se istituzioni e stampa considerano massimi rappresentanti del mondo medico-scientifico, personaggi che passano il tempo a cazzeggiare privati cittadini sui social, vuol dire che la situazione è gravemente compromessa.
Nel resto del mondo, almeno una parte del sistema e del mondo medico-scientifico ha avuto il coraggio di guardarsi indietro e dire "abbiamo sbagliato". In Italia, invece, si continua a lisciare il camice a chi ha tradito la fiducia e ha ingannato i cittadini. E questo non è un problema di virus. È un problema di tradimento del patto sociale tra istituzioni e cittadini.
Ma la dignità, si sa, non si inocula.