Medico. Divulgatore medico-scientifico. Professor of Infectious Diseases-University of Genoa. “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”

Genova, Italy
Ora ho capito tutto di #Foligno. Il sindaco di Foligno e’ una vergogna per questo paese. Un sindaco che sceglieva (nel 2022 ovvero in piena emergenza) di non vaccinarsi contro il Covid e finisce in terapia intensiva, a mio avviso, sbaglia due volte. La prima, perché una scelta personale può avere conseguenze anche sul sistema sanitario pubblico, soprattutto quando si rende necessario un ricovero in terapia intensiva, con costi che ricadono sulla collettività. La seconda, perché un sindaco dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio quando si parla di tutela della salute pubblica e di rispetto delle indicazioni delle autorità sanitarie. Ricordiamolo: il sindaco non è soltanto il rappresentante dell’amministrazione comunale, ma anche un punto di riferimento per la propria comunità. La tutela della salute dei cittadini dovrebbe essere una delle sue responsabilità più importanti. share.google/pYcZrDaAKsHADg4…
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La vicenda di #Foligno è molto più grave di quanto sembrasse. Se quanto emerso sarà confermato, non siamo più semplicemente davanti alla discutibile scelta del Comune di non concedere il patrocinio a un evento scientifico al quale era invitato il professor Matteo Bassetti. Ce’ un fatto che deve essere chiarito: nel programma della manifestazione “I Primi d’Italia” (come si vede dalle foto del programma) sarebbe stato fatto sparire l’intero pomeriggio del sabato, proprio quello nel quale erano previsti gli interventi del professor Bassetti e di altri medici. Una modifica tutt’altro che irrilevante. Perché in questo modo, se confermato, si è cancellata dalla comunicazione ufficiale una parte dell’evento, con il concreto rischio che molti cittadini di Foligno abbiano rinunciato a partecipare pensando che quegli interventi non ci fossero più. E allora bisogna dirlo con chiarezza: se qualcuno ha deliberatamente fatto sparire dal programma gli interventi dei medici, siamo davanti a un episodio gravissimo di censura e di limitazione della libertà di divulgazione scientifica. Il sindaco deve spiegare pubblicamente cosa è successo. Chi ha chiesto di modificare il programma? Chi ha deciso di eliminare quel pomeriggio? Per quale motivo? E soprattutto: c’è un collegamento tra questa scelta e la decisione del Comune di negare il patrocinio all’evento? Se tutto questo fosse confermato, non basterebbero spiegazioni burocratiche. Servirebbero delle scuse. Ai medici invitati, al professor Bassetti, agli organizzatori e soprattutto ai cittadini di Foligno, che hanno il diritto di sapere la verità e di poter assistere liberamente a un confronto scientifico. La cosa più preoccupante, infatti, non è soltanto il patrocinio negato. È l'eventuale tentativo di far sparire dalla comunicazione pubblica la presenza di medici e di un intervento scientifico. La scienza non si #censura. I medici non si silenziano. I cittadini non si prendono in giro. Il sindaco chiarisca tutto, senza giri di parole. Perché, se la ricostruzione venisse confermata, questa sarebbe una pagina davvero tristissima per Foligno e solleverebbe interrogativi molto seri sul modo in cui l’amministrazione intende rappresentare tutti i cittadini, anche quelli che hanno opinioni diverse dalle proprie.
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E se chi mi ha insultato a Foligno fosse stato nero?Ne sarebbe sortito un caso nazionale, titoloni sui giornali e i destrorsi a invocare la “remigrazione”. Invece essendo italico è un buontempone da giustificare. Siamo diventati un paese di razzisti. Indovinate un po’ per colpa di chi?
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Cara Maria, Grazie per gli auguri di morte. Una cosa, però, te la devo riconoscere: con quello che hai scritto sei riuscita a rendermi la vita molto più facile oggi. Quando sarà il momento di rispondere di ciò che hai detto e fatto, sarà un giudice a stabilire quanto ti costerà. Quindi continua pure a scrivere: ogni parola che lasci nero su bianco potrebbe tornarmi molto utile.
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Grazie alla stragrande maggioranza dei folignati che, stando dalla parte della scienza, della medicina e dei sanitari, mi ha manifestato la propria solidarietà per quanto avvenuto ieri sera. Da parte del sindaco di #Foligno, invece, nessuna parola, nessun gesto di solidarietà, nessuna richiesta di scuse. Un silenzio che, francamente, trovo grave e significativo. Ancora più grave, a mio avviso, è la scelta dell’amministrazione comunale di non concedere il patrocinio al convegno medico al quale io e altri medici abbiamo partecipato. Quando si parla di salute, ricerca e medicina, le istituzioni dovrebbero avere il coraggio di stare dalla parte della scienza e dei professionisti sanitari, non di lasciare spazio a posizioni antiscientifiche e antivacciniste. Folignati, diciamolo chiaramente: una città straordinaria merita un’amministrazione all’altezza della sua storia e della sua comunità. Il problema non sono i cittadini di Foligno, che ancora una volta hanno dimostrato grande senso critico e vicinanza. Il problema sono le scelte di chi oggi amministra la città. Foligno è bellissima. I suoi cittadini meritano rispetto, serietà e istituzioni che sappiano distinguere la scienza dalla disinformazione
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Mussolini e il regime fascista, a cui Vannacci si ispira erano per l’obbligo vaccinale. Vannacci e i suoi seguaci dovrebbero studiare di più la storia…oltre che l’educazione, il rispetto, la geografia, l’italiano, ecc
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Quelli che oggi gridano alla «dittatura sanitaria», parlano di libertà calpestata e strizzano l’occhio al mondo #novax, magari prendendo come riferimento Roberto #Vannacci, dovrebbero fare una cosa semplicissima: studiare la storia italiana. Nel 1939, sotto il regime fascista, venne approvata la legge 6 giugno 1939 n. 891, che rendeva #obbligatoria la #vaccinazione antidifterica per i bambini dal secondo al decimo anno di età, normalmente somministrata nel secondo anno di vita. Lo dice nero su bianco la legge dell'epoca. E attenzione: non fu nemmeno il primo obbligo vaccinale italiano. Quello contro il vaiolo esisteva già dall'Ottocento. Quindi la favola secondo cui l'obbligo vaccinale sarebbe una moda inventata dalla «sinistra», dal Covid o dalla fantomatica «dittatura sanitaria» non regge nemmeno davanti ai documenti storici. E c'è una certa ironia nel vedere oggi persone che si richiamano al fascismo o alla sua simbologia lamentarsi dello Stato che impone obblighi: proprio il regime fascista impose per legge la vaccinazione antidifterica. Vannacci, peraltro, nel 2024 dichiarò pubblicamente: «I vaccini non funzionano».
E nel 2026 ha detto di apprezzare il mondo no-vax e di aver «sofferto l'obbligo vaccinale». Insomma, scegliete pure le vostre battaglie. Ma almeno scegliete anche quale pezzo di storia ricordare. Perché non si può invocare il fascismo come modello quando fa comodo e poi scoprire improvvisamente di essere paladini della libertà individuale quando si parla di vaccini. La storia non è un buffet: non puoi prendere solo quello che ti piace.
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È’ stato un attacco squadrista, fascista e premeditato.
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Ecco il responsabile degli insulti di stasera a Foligno. E’ lui quello che ha fomentato l’odio nei miei confronti e ha cercato di tapparmi la bocca. Spero che #Vannacci intervenga e lo cacci dal suo partito. Anche se ho qualche dubbio che lo farà…. facebook.com/share/1Cb5hwYe9…
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Ve lo faccio vedere bene in faccia. così si capisce il livello di violenza e di ignoranza dei seguaci di #Vannacci. Questo è uno di quelli che non volevano che parlassi di medicina a un convegno medico a Foligno. Una volta lo scemo del paese stava al bar, pontificava su tutto e al massimo trovava qualcuno disposto ad ascoltarlo. Oggi ha uno smartphone, una connessione internet, un profilo social o si siede tra il pubblico a un congresso medico.
E improvvisamente si sente virologo, medico, epidemiologo, ricercatore e premio Nobel per la scienza. Non ha mai aperto un paper, non distinguerebbe un trial clinico da una ricevuta del supermercato, ma parla di vaccini e medicina con la sicurezza di chi ha appena ricevuto la cattedra per investitura divina. La differenza è che una volta le cazzate restavano al bancone del bar.
Oggi hanno un algoritmo che le amplifica. E il vero problema non è che tutti abbiano diritto di parlare.
È che troppi hanno scambiato il diritto di parola per una laurea. A chi segue Vannacci dico: attenti perché dei sanitari che attaccate ogni giorno, prima o poi ne avrete bisogno…
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Quello che è successo a #Foligno è grave e merita di essere raccontato. I rappresentanti locali di #Vannacci hanno contestato il mio invito a parlare di antibiotico-resistenza, che farò questa sera in occasione dell’evento “I primi in salute”. Non stiamo parlando di politica. Stiamo parlando di medicina, ricerca e salute pubblica e di una delle più importanti emergenze sanitarie dei nostri tempi. Io sono uno scienziato che da decenni si occupa di ricerca internazionale, con un h-index di 130, migliaia di pubblicazioni e studi scientifici. Se qualcuno vuole contestare quello che dico, è assolutamente libero di farlo: venga a discutere, porti dati, studi, argomenti. È così che funziona la scienza. Invece, a quanto mi è stato riferito, la mia colpa sarebbe quella di essere stato favorevole ai vaccini durante la pandemia. Ma evidentemente qualcuno conosce molto poco delle mie posizioni. Sulle chiusure, per esempio, sono stato fin dall’inizio tra le voci più critiche e tra i pochi a schierarsi apertamente contro i lockdown generalizzati. Quindi prima di attaccare, sarebbe utile studiare. Mi spiace soprattutto che una forza politica che vuole rappresentare la destra italiana possa pensare di conquistare consenso strizzando l’occhio alla parte più radicalmente no-vax e complottista dell’elettorato, arrivando persino a mettere in discussione la partecipazione di un medico e ricercatore a un incontro sulla scienza. La scienza non ha bisogno del permesso dei partiti. E non ha nemmeno paura delle domande scomode. Ha bisogno di dati, confronto e libertà di discutere. Per questo mi auguro che sia stata un’iniziativa del comitato folignate di Futuro Nazionale e che non rappresenti la posizione di Vannacci. Perché altrimenti la domanda diventa inevitabile: perché avere paura del confronto con uno scienziato? Se si hanno argomenti, si discute. Se non si hanno argomenti, si cerca di impedire all’altro di parlare. Io, comunque, a Foligno parlerò di antibiotico-resistenza e invito i seguaci di Vannacci a partecipare perché così impareranno qualcosa su un tema così delicato. E continuerò a parlare di scienza, dati e salute pubblica, indipendentemente da chi si sentirà disturbato.
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Quello che è successo a #Foligno è grave e merita di essere raccontato. I rappresentanti locali di #Vannacci hanno contestato il mio invito a parlare di antibiotico-resistenza, che farò questa sera in occasione dell’evento “I primi in salute”. Non stiamo parlando di politica. Stiamo parlando di medicina, ricerca e salute pubblica e di una delle più importanti emergenze sanitarie dei nostri tempi. Io sono uno scienziato che da decenni si occupa di ricerca internazionale, con un h-index di 130, migliaia di pubblicazioni e studi scientifici. Se qualcuno vuole contestare quello che dico, è assolutamente libero di farlo: venga a discutere, porti dati, studi, argomenti. È così che funziona la scienza. Invece, a quanto mi è stato riferito, la mia colpa sarebbe quella di essere stato favorevole ai vaccini durante la pandemia. Ma evidentemente qualcuno conosce molto poco delle mie posizioni. Sulle chiusure, per esempio, sono stato fin dall’inizio tra le voci più critiche e tra i pochi a schierarsi apertamente contro i lockdown generalizzati. Quindi prima di attaccare, sarebbe utile studiare. Mi spiace soprattutto che una forza politica che vuole rappresentare la destra italiana possa pensare di conquistare consenso strizzando l’occhio alla parte più radicalmente no-vax e complottista dell’elettorato, arrivando persino a mettere in discussione la partecipazione di un medico e ricercatore a un incontro sulla scienza. La scienza non ha bisogno del permesso dei partiti. E non ha nemmeno paura delle domande scomode. Ha bisogno di dati, confronto e libertà di discutere. Per questo mi auguro che sia stata un’iniziativa del comitato folignate di Futuro Nazionale e che non rappresenti la posizione di Vannacci. Perché altrimenti la domanda diventa inevitabile: perché avere paura del confronto con uno scienziato? Se si hanno argomenti, si discute. Se non si hanno argomenti, si cerca di impedire all’altro di parlare. Io, comunque, a Foligno parlerò di antibiotico-resistenza e inviti i seguaci di Vannacci a partecipare perché così imparenterò qualcosa si un tema così delicato. E continuerò a parlare di scienza, dati e salute pubblica, indipendentemente da chi si sentirà disturbato.
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Il #morbillo sta tornando. E non è una buona notizia. In Pennsylvania l’epidemia continua a crescere: 835 casi confermati in 39 contee, 164 persone ricoverate e 4 morti secondo l’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. E il numero continua ad aumentare. Ma la Pennsylvania non è un caso isolato. Il morbillo sta tornando a circolare in molti Paesi perché, quando le coperture vaccinali scendono, si creano sacche di persone suscettibili e un virus estremamente contagioso come questo torna rapidamente a diffondersi. L’OMS segnala che nel 2025 solo il 77% dei bambini nel mondo aveva ricevuto entrambe le dosi del vaccino contro il morbillo, ben al di sotto del livello necessario per interrompere la trasmissione. Nel 2025, 57 Paesi hanno registrato focolai importanti o dirompenti. E riguarda anche l’Europa e l’Italia. Nel periodo agosto 2025–luglio 2026, i Paesi UE/SEE hanno registrato 2.339 casi di morbillo, con l’Italia tra i Paesi con il maggior numero di casi nel mese di luglio 2026. È importante ricordarlo: il morbillo non è una malattia innocua del passato. È altamente contagioso (per ogni caso ci possono essere altri 17 casi: R0=17-20), può provocare complicanze gravi e può uccidere. E abbiamo da decenni uno strumento estremamente efficace per prevenirlo: la vaccinazione. Due dosi di vaccino MPR garantiscono circa il 97% di protezione. Abbiamo fatto sparire il morbillo dalla nostra quotidianità grazie alla vaccinazione. Ora, abbassando le coperture, stiamo permettendo che torni. Non è progresso vedere tornare malattie che avevamo imparato a prevenire.
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C’è un dato che mi fa particolarmente piacere: le iscrizioni ai corsi di #laurea in #Infermieristica stanno registrando una crescita importante, con domande che in molti casi superano ampiamente i posti disponibili. È un segnale forte. Significa che torna la voglia di fare l’infermiere, di scegliere una professione centrale nel nostro sistema sanitario: negli ospedali e sul territorio, nel pubblico e nel privato. E credo che in questo ci sia anche una lezione del Covid. Molti dei ragazzi che oggi scelgono Infermieristica erano alle scuole superiori durante la pandemia. Hanno visto da vicino, anche attraverso le immagini e le testimonianze di quegli anni, che cosa significasse essere medici, infermieri e operatori sociosanitari quando il Paese aveva più bisogno di loro. Hanno visto competenza, responsabilità, sacrificio, solidarietà e umanità. E oggi una parte di quella generazione decide di mettersi in gioco proprio in quelle professioni. È un bellissimo richiamo ai valori. E dovrebbe essere anche un messaggio molto chiaro alla politica: negli ultimi anni troppo spesso il personale sanitario è stato trattato come un problema, messo sotto accusa o lasciato in secondo piano. Eppure, durante la pandemia, proprio medici, infermieri e OSS sono stati un esempio per milioni di persone. Oggi quei valori tornano a farsi sentire nelle scelte dei nostri giovani. Adesso tocca a noi dare valore a chi sceglie di prendersi cura degli altri. Se tornano le vocazioni, devono tornare anche condizioni di lavoro, riconoscimento professionale e condizioni economiche adeguate per infermieri, medici e OSS. Perché non basta dire ai giovani che il loro lavoro è importante: bisogna dimostrarlo concretamente. Questa crescita delle iscrizioni è un segnale di fiducia.
Accogliamolo e facciamone un punto di ripartenza. Ben venga. Continuiamo così. ❤️
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🦟 #Malaria a Francoforte: terza vittima A Francoforte è morto un residente del quartiere di Schwanheim, portando a tre le vittime del focolaio di malaria comparso in Germania questa estate. I primi sei casi riguardavano lavoratori dell’aeroporto, nessuno dei quali aveva viaggiato recentemente in zone endemiche. L’ipotesi iniziale è quella della cosiddetta “airport malaria”: una zanzara Anopheles infetta potrebbe essere arrivata dall’estero a bordo di un aereo proveniente da una zona a rischio e aver trasmesso il parassita ai lavoratori dello scalo. Ora però sono stati registrati due casi tra residenti di Schwanheim, vicino all’aeroporto, che non lavoravano allo scalo e non avevano viaggiato in aree malariche. Uno dei due è deceduto. Le autorità stanno ancora cercando di capire se questi casi siano collegati al focolaio aeroportuale. Sono state installate trappole per le zanzare e il monitoraggio è stato esteso anche alla zona residenziale. Al momento, secondo il Gesundheitsamt di Francoforte, non sono state individuate zanzare Anopheles. 🇮🇹 Il Ministero della Salute italiano è stato informato attraverso il sistema europeo di allerta e, allo stato attuale, valuta basso il rischio per la popolazione italiana. 💬 Il mio auspicio è che si tratti ancora di casi di “airport malaria” — magari legati a zanzare trasportate con aerei, bagagli o merci — e non dell’inizio di una trasmissione locale sostenuta da zanzare Anopheles presenti sul territorio. Il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature possono infatti favorire la sopravvivenza più a lungo di zanzare importate e, nel tempo, modificare le condizioni favorevoli alla trasmissione. Ma non è corretto concludere da questi casi che a Francoforte sia già iniziata una diffusione autoctona legata al clima: le indagini sono ancora in corso e le autorità tedesche considerano tuttora le condizioni climatiche locali sfavorevoli al ciclo completo della malaria. La situazione merita quindi attenzione, monitoraggio e diagnosi tempestive, senza creare allarmismi.
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