Non riesco a trattenerlo:lo devo a Cinzia .
Tutta la VERITa' sul periodo pandemico e le terapie geniche a mRna
Le 4/5 notizie che i Tg quotidianamente divulgano,non sono gli unici fatti che quel determinato giorno sono accaduti ma gli unici che l'ascoltatore deve conoscere.
Gli altri fatti non vengono comunicati non perchè siano meno importanti,ma per via della censura.
Il sistema decide cosa dobbiamo sapere e cosa no.
La manipolazione mediatica riguarda praticamente ogni ambito e ciò che è accaduto durante la pandemia ne rappresenta uno degli esempi più evidenti.
La tecnologia a mRNA ha rappresentato un nuovo paradigma da imporre.
Io sapevo già, dopo appena tre mesi dall’inizio della pandemia, che sarebbe stato sufficiente un antinfiammatorio per bloccare il virus.
Avevo fatto delle ricerche,studiato i dati dei primi trials.
Ho contratto anche quella che considero la variante peggiore, la Delta, ma sono sopravvissuto perché mi sono curato con antinfiammatorio,vitamina C,vitamina D,zinco,lattoferrina,aerosol.
E qui, secondo me, bisogna tornare a ciò che accadde nei primi mesi della pandemia e a un aspetto fondamentale: le autopsie.
Il 28 maggio 2020, quando il virus circolava ormai da mesi, presso il Centro di Medicina Legale dell’ospedale di Giugliano, in provincia di Napoli, venne eseguita quella che le cronache dell’epoca indicarono come la prima autopsia in Campania su un paziente con Covid-19 conclamato. L’équipe era guidata dal dottor Maurizio Municinò.
L’esame autoptico mise in evidenza, a livello macroscopico, scissuriti polmonari e coagulazioni vasali riconducibili all’infezione da Covid-19. In un caso furono inoltre individuate aree polmonari che, per la loro colorazione, potevano essere compatibili con zone trombotiche.
Per me questo rappresenta un punto fondamentale: quelle autopsie permisero di osservare direttamente ciò che il virus stava provocando nell’organismo e contribuirono a comprendere molto meglio la componente infiammatoria e trombotica della malattia.
Resta quindi una domanda: perché si arrivò così tardi a comprendere attraverso le autopsie ciò che stava realmente accadendo negli organi dei pazienti?
Nel frattempo moltissimi malati venivano trattati a domicilio attraverso una terapia prevalentemente sintomatica, nella quale trovava spazio anche il paracetamolo, cioè la Tachipirina.
Questo approccio era profondamente insufficiente: il paracetamolo poteva eventualmente intervenire sul sintomo, come febbre e dolore, ma non sulla causa e sui meccanismi infiammatori della malattia. Inoltre, il paracetamolo viene metabolizzato anche attraverso il glutatione, uno dei principali sistemi antiossidanti dell’organismo.
Successivamente gli antinfiammatori entrarono esplicitamente nelle indicazioni per il trattamento sintomatico domiciliare: nelle linee guida ministeriali aggiornate veniva però indicato l'utilizzo di paracetamolo oppure FANS in presenza di febbre, dolori articolari o muscolari, salvo controindicazioni.
Il Ministero della Salute, durante il mandato del ministro Roberto Speranza, mantenne nelle proprie indicazioni il principio della cosiddetta “vigile attesa”, intesa ufficialmente come sorveglianza clinica attiva e monitoraggio costante delle condizioni del paziente, associandola al trattamento sintomatico.
Le cure sono state evidentemente depistate affinché il vaccino apparisse all’opinione pubblica come l’unica soluzione possibile. Se fosse stato approvato e riconosciuto tempestivamente anche un solo rimedio farmacologico realmente efficace sarebbe venuta meno la narrazione del vaccino come unica via d’uscita dalla pandemia.
E nel frattempo altre persone sono morte.
Una parte di quelle persone è morta anche perché non curata tempestivamente e adeguatamente, soprattutto nelle prime fasi della malattia.
Gli effetti collaterali nel breve termine dei vaccini erano già noti e molti soggetti coinvolti nelle sperimentazioni sono deceduti. Chi prese determinate decisioni conosceva già i rischi,ciò nonostante ha ritenuto accettabile un certo numero di conseguenze avverse. Su scala mondiale, con miliardi di persone coinvolte, anche numeri enormi avrebbero potuto essere assorbiti statisticamente e mediaticamente.
Personalmente, non credo che l’obiettivo fosse quello di ridurre la popolazione mondiale. Se avessero realmente voluto perseguire uno scopo del genere, avrebbero potuto farlo attraverso il virus stesso.
Credo invece che ci fosse la volontà di creare una sorta di “ospedale a cielo aperto”.
Perché una popolazione malata è una popolazione maggiormente ricattabile. Se si è malati, si diventa inevitabilmente più vulnerabili e maggiormente dipendenti dal sistema sanitario e farmacologico.
L’obbligo era quindi, secondo la mia interpretazione, necessario affinché TUTTI si vaccinassero. Non potevano rischiare di lasciare una parte significativa della popolazione non vaccinata, perché avrebbe rappresentato inevitabilmente un termine di confronto con quella vaccinata.
Un altro punto centrale riguarda la proteina Spike e la tecnologia a mRNA.
La quantità e la persistenza della proteina Spike prodotta dopo la somministrazione meritano un approfondimento molto più ampio di quello che è stato concesso nel dibattito pubblico, soprattutto rispetto alla sua distribuzione nell’organismo e ai possibili effetti vascolari.
In parole semplici,un gran numero di proteine spike eludono il sistema immunitario e si diffondono in tutto l'organismo,organi,cervello,midollo.
La proteina spike per sua natura è appuntita e durante il suo tragitto nei vasi sanguigni provoca delle piccole ulcere generando così dei microcoaguli:la causa dei decessi cardiovascolari.
Da qui nasce anche il mio interrogativo sui tanti infarti, malori improvvisi, casi di miocardite, pericardite, ischemie e altre patologie registrati negli anni successivi. Persone apparentemente sanissime, talvolta giovani, muoiono improvvisamente, come è accaduto alla mia amica Cinzia.Trovata morta nel letto.
A questo argomento ho dedicato un intero capitolo del mio libro “L’ALTRA FACCIA DELLA STORIA – Segreti, omissioni e verità dimenticate del passato”, nel quale affronto proprio il tema della tecnologia a mRNA.
Ma non scrivo queste verità per vendere una copia in piu'del mio libro,ne ho già vendute abbastanza.
Inoltre conosco personalmente il dottor Robert Malone, figura che ha contribuito allo sviluppo iniziale della tecnologia dell’mRNA e che ha contribuito anche alla stesura del capitolo del mio libro. Malone è stato negli anni fortemente critico nei confronti della vaccinazione anti-Covid e ha pubblicamente espresso le proprie preoccupazioni sulla proteina Spike e sulla tecnologia utilizzata.
Un altro capitolo riguarda il rapporto tra medici, istituzioni e campagna vaccinale. I medici di medicina generale ricevevano compensi per le somministrazioni effettuate. Questo ha creato un conflitto di interessi che avrebbe meritato un dibattito pubblico molto più serio.I loro pc sono stati messi sotto "osservazione" del governo Draghi.
Poi c’è la questione SV40.
SV40 significa Simian Virus 40 ed è un poliomavirus scoperto nel 1960. Il virus completo possiede geni che producono diverse proteine, tra cui il Large T antigen.
Negli Stati Uniti, tra il 1955 e il 1963, una parte dei vaccini antipolio fu prodotta utilizzando colture cellulari provenienti da reni di scimmia contaminate da SV40.Somministrati ai criceti da laboratorio i ricercatori scoprirono che l'SV40 era cancerogeno.
I piccoli animali si ammalarono e morirono.
Per quanto riguarda Comirnaty (Pfizer), la documentazione EMA sulla caratterizzazione del DNA residuo riporta la presenza degli elementi di sequenza SV40 attesi nel DNA plasmidico residuo utilizzato nel processo produttivo.
Non si sta parlando della presenza del virus SV40 completo nel vaccino, ma di elementi di sequenza derivati da SV40 presenti nel plasmide utilizzato nel processo produttivo e rilevati nel DNA residuo.
Le nanoparticelle lipidiche servono a trasportare l’mRNA all’interno delle cellule. Da qui nasce l’interrogativo sulla possibilità che eventuali frammenti residui di DNA associati al prodotto possano anch’essi raggiungere le cellule e su quali possano essere, eventualmente, le conseguenze biologiche.
L’integrazione di DNA estraneo è infatti uno dei rischi teorici presi in considerazione nella valutazione del DNA residuo nei prodotti biologici.
Da qui nasce una questione che, a mio giudizio, merita ricerca e non censura:
vaccino → DNA residuo contenente elementi di sequenza SV40 → eventuale ingresso cellulare → possibile integrazione genomica → eventuale trasformazione cellulare.
Non presento questa sequenza come una certezza clinicamente dimostrata, ma come un'ipotesi che ritengo debba essere studiata seriamente e sulla quale non dovrebbe essere vietato interrogarsi.
Allo stesso modo ritengo necessario osservare attentamente l’andamento epidemiologico dei tumori, in particolare quelli al seno, al colon-retto, alla prostata e al pancreas, confrontando i dati precedenti e successivi alla pandemia il cui numero nel mondo è aumentato esponenzialmente.
Questo non significa che chiunque si sia sottoposto alla vaccinazione si ammalerà o morirà. Le risposte dell’organismo sono individuali e proprio per questo ritengo importante che ciascuno controlli il proprio stato di salute confrontandosi con il proprio medico.
Tra gli esami meritevoli di attenzione c’è il D-dimero per valutare possibili processi di formazione e degradazione della fibrina e quindi approfondire un eventuale sospetto trombotico.
Lo stesso principio vale per eventuali marcatori tumorali: non sono test generici capaci, da soli, di stabilire se una persona abbia o non abbia un tumore, ma possono essere prescritti e interpretati dal medico quando esista una specifica indicazione clinica.
Voglio infine precisare una cosa fondamentale.
Non sono né un medico né uno scienziato e non ho mai preteso di esserlo.
Mi considero semplicemente un umile ricercatore di verità: una persona che cerca, legge, studia documenti, confronta versioni differenti e soprattutto continua a porsi domande.
Non pretendo che qualcuno debba credermi sulla parola. Non chiedo atti di fede e non sostengo di possedere una verità assoluta.
Ed è esattamente per questo che ho inserito le fonti.
Non le ho inserite per sostenere di non poter essere confutato.
Le ho inserite perché ritengo opportuno che ognuno di voi possa consultare direttamente documenti, studi e atti ufficiali e arrivare autonomamente alle proprie conclusioni.
Consultate anche quella stessa scienza, quelle stesse autorità regolatorie e quelle stesse case farmaceutiche che, secondo la mia convinzione, ci hanno ingannato.
Non fermatevi a ciò che dico io.
Leggete i documenti originali. Controllate le date. Confrontate quello che veniva detto pubblicamente con quello che emergeva contemporaneamente dalla documentazione scientifica e istituzionale. Verificate anche ciò che sostengo io e, se trovate elementi che mi smentiscono, confrontateli con quelli che porto a sostegno delle mie conclusioni.
Perché la ricerca della verità non dovrebbe avere paura del confronto.
Non vi sto chiedendo di credere a me.
Vi sto chiedendo di leggere, verificare e farvi delle domande.
Non pretendo di essere creduto. Ma dopo milioni di segnalazioni di sospetti effetti avversi raccolte nei sistemi di farmacovigilanza di tutto il mondo, credo di avere almeno il diritto di essere ascoltato.
Perché porsi delle domande non significa necessariamente avere ragione.
Ma impedire che quelle domande vengano poste significa rinunciare al confronto.
Non pretendo di essere creduto. Pretendo soltanto il diritto di essere ascoltato.
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ema.europa.eu/en/medicines/h…
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who.int/.../dna.../annex-1-d…
cdc.gov/vaccin.../historical…
salute.gov.it/.../covid-19-n…...
napoli.repubblica.it/.../cor…...