Guardate bene questa mappa. Non tanto per quello che mostra, ma per chi l’ha realizzata e per quello che potrebbe esserci dietro.
Raccoglie le proteste avvenute in Europa tra il 21 settembre e il 17 ottobre 2026. Francia, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo. Centinaia di migliaia di persone in piazza per salari, pensioni, caro affitti, scuola, spese militari e altre questioni sociali.
A pubblicarla è Rybar, una delle più importanti strutture di propaganda filorussa, fondata da un ex appartenente all’apparato comunicativo della Difesa russa e con legami documentati con l’ambiente di Prigožin.
Perché un’organizzazione del genere dovrebbe interessarsi tanto alle manifestazioni europee?
La risposta merita qualche riflessione.
La Russia conduce da anni una guerra ibrida contro l’Europa. Cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione, interferenze politiche e operazioni per alimentare divisioni interne. Non sono fantasie complottiste, ma attività documentate dalle intelligence occidentali.
Ora aggiungiamo qualche elemento.
L’avvicinamento di una parte dell’estrema destra europea al mondo MAGA. Il sostegno pubblico di Musk all’AfD tedesca. Le posizioni di Trump nei confronti dell’Unione Europea. I rapporti di alcuni movimenti sovranisti con Mosca.
Si comincia a intravedere uno scenario piuttosto interessante. E preoccupante.
Una protesta legittima contro il carovita può diventare, attraverso migliaia di account, influencer e canali di propaganda, la dimostrazione che l’Europa sta crollando. Che Bruxelles è il nemico. Che le sanzioni alla Russia ci stanno distruggendo. Che aiutare l’Ucraina significa impoverire i cittadini europei.
Rafforzare i partiti che contestano le istituzioni europee, alimentare la sfiducia nei governi, ostacolare le decisioni comuni, bloccare gli aiuti militari a Kyiv e indebolire progressivamente l’Unione.
E c’è uno scenario ancora più pericoloso: la sovrapposizione tra campagne di disinformazione, tensioni sociali e operazioni di sabotaggio. Una crisi reale può essere amplificata artificialmente fino a diventare una crisi politica.
Naturalmente, questo non dimostra che Trump, Musk e i servizi russi operino sotto una regia comune. Sarebbe un’affermazione senza prove. Ma gli interessi possono convergere anche senza un accordo formale, e alcuni effetti politici possono favorire contemporaneamente attori molto diversi. Ed è evidente a tutti il sorprendente avvicinamento (tradimento) di Trump a Putin di queste ora
Putin vuole un’Europa debole e divisa. Una parte dell’estrema destra vuole ridimensionare o smantellare l’Unione. Trump considera spesso Bruxelles un avversario economico e politico.
Obiettivi differenti, con possibili risultati sorprendentemente simili.
E arriviamo alla questione politica.
Chi pensa che la guerra russa riguardi soltanto qualche territorio ucraino continua a non comprendere la dimensione dello scontro.
L’Ucraina è il fronte militare. L’Europa è anche un bersaglio politico, economico e informativo.
Per Mosca non è indispensabile conquistare militarmente una capitale europea. Può essere molto più conveniente contribuire a portare al governo forze disposte a paralizzare l’Unione dall’interno.
E mentre discutiamo se aiutare ancora gli ucraini a difendersi, dovremmo cominciare a chiederci quanto siamo preparati a difendere le nostre democrazie
Rybar, presentazione ufficiale:
rybar.ru/about/
Consiglio UE, attività ibride russe:
consilium.europa.eu/it/polic…
OCCRP, inchiesta sulle operazioni russe in Europa:
occrp.org/en/investigation/l…
Carnegie, AfD e relazioni internazionali:
carnegieendowment.org/resear…