Poi, per capirci: le 300.000 tonnellate di diesel “promesse” dal criminale di guerra Putin ammontano più o meno a metà del consumo americano giornaliero.
Alla fine, l’unico risultato concreto di tutto questo “accordo” sarà alzare per qualche settimana o mese l’autostima alla blatta del Cremlino, che potrà continuare ad ammazzare civili ucraini con goduria sadica, come fa da quasi 5 anni a questa parte.
Nessuno crede nelle raffinerie dei nazisti russi come ci crede l’attuale presidente USA testa di cazzo, che se ne frega degli ucraini ammazzati ogni giorno e vorrebbe comprare il diesel russo perché quello americano è bloccato a causa della guerra che lui stesso ha iniziato.
Se lo prenderà in culo, dal momento che adesso l’obiettivo prioritario dell’Ucraina tornerà a essere le raffinerie: è fuori discussione starsene a guardare mentre i nazisti riempiono le casse per finanziare ulteriore terrorismo.
Tra parentesi: attualmente la Russia non esporta diesel, quindi è probabile che il deficiente americano sia stato banalmente perculato da Putin.