A proposito del discorso di Ursula von der Leyen.
Investire nella difesa comune è giusto? Certo. L’Italia lo propone dai tempi di Alcide De Gasperi.
Il punto non è il SE, ma il COME.
Chi dice che le armi non servono e inneggia al peace and love vi prende in giro: è un populista.
Ma anche chi dice armiamoci e arriviamo a Mosca è folle.
Gli 800 miliardi mirabolanti di Ursula von der Leyen servono alla Presidente per stare sui giornali. Ma anche questa cifra è poco credibile. È un numero per gasare i tifosi, non per fare un progetto serio. Del resto l’ultimo progetto di Ursula è stato il Green Deal: doveva salvare il pianeta, ha distrutto la manifattura europea regalando soldi a cinesi e indiani.
La verità è molto semplice: i paesi NATO devono investire il 2% del PIL in difesa. Lo abbiamo deciso nel 2014, al summit del Galles. Facciamolo. Ma spendiamoli bene, a cominciare da ricerca e sviluppo. E per ogni euro investito in difesa e sicurezza, mettiamo la stessa cifra anche in cultura e educazione. In Italia lo decidemmo dopo il Bataclan nel 2015. Vedendo come siamo messi in Europa direi che fare investimenti in Cultura è urgente quanto fare investimenti in Difesa.
È il tempo della politica non del populismo. Servono statisti, non influencer