Io non credo al terzo polo, perché in un sistema ferocemente maggioritario, dove con un voto in più chi vince prende tutto, dal Governo al Quirinale, stare fuori rischia solo di essere una autorappresentazione. Io penso che si debba costruire invece un “polo non terzo”, un'alleanza di riformisti, riformatori, liberal democratici ed europei che punti a strappare le condizioni politiche e programmatiche per un'alleanza elettorale con il campo largo di PD, AVS e Movimento 5 Stelle. Le nostre idee saranno distintive rispetto alle loro, e i nostri voti sono aggiuntivi, non il rimescolamento di quelli acquisiti.
E a Conte, che dice che c'è qualcuno che deve dare garanzie, io rispondo che siamo noi la garanzia, se siamo tutti insieme: la garanzia che si possa vincere le prossime elezioni e si possa eleggere un Presidente della Repubblica che sappia succedere dignitosamente al monumentale Sergio Mattarella.
Un fronte melanchoniano, come qualcuno vorrebbe, che si chiude in un perimetro tra Landini, Albanese e Travaglio, semplicemente è un fronte che perderà le elezioni.
Ora dobbiamo unire le forze, a partire da quelle di +Europa e di Italia Viva: costruiamo una casa riformista per gli Stati Uniti d'Europa.