Primavalle, Roma, Lazio, Italy
È mancato con tanto affetto Vincenzo. Con un soprannome finissimo. Delicatissimo.
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La gaffe di Stefania Lastella a Rainews 24.
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Mi blocchi @beretta_g ? Sei così cretino che non capisci che, vivendo di visibilità, se blocchi non vieni visto. Sei proprio un microcefalo. Detto questo, clic pure io, perchè non vivo di visibilità e di te non me ne fotte nulla.
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Se dispara la venta de Nutella en 3.. 2… 1 #ArtemisII #Nasa
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La Russia ha compiuto un’aggressione non provocata e ingiustificata contro l’Ucraina. Il principale responsabile di questa guerra è Vladimir Putin. Se non fosse stato per la sua volontà personale, questa guerra avrebbe potuto essere evitata. Non credo che fosse “programmata” né nel 1991 né nel 2014. Considero l’attacco all’Ucraina un crimine di Stato e un crimine di guerra su larga scala, nel contesto del quale sono stati commessi anche crimini più piccoli, ma non per questo meno orribili, come il massacro di Bucha. Insieme a Putin, la responsabilità di questa guerra ricade su molti russi. Alcuni in misura maggiore (i suoi alleati, i generali, i politici e i funzionari del regime), altri in misura minore (ad esempio, coloro che la sostengono passivamente). Tuttavia, ci sono decine di milioni di russi che non hanno sostenuto la guerra e continuano a considerarla un male assoluto, un crimine, un errore. A causa della paura delle repressioni, queste persone sono costrette a tacere, mentre le voci di chi sostiene la guerra vengono amplificate dalla propaganda, creando l’illusione di un’unità nazionale. Ma è una menzogna. Il crimine principale che Putin e i suoi complici hanno commesso è contro l’Ucraina e gli ucraini. Il secondo crimine, altrettanto vile, sebbene non sempre così sanguinoso, è quello contro i propri concittadini. Decine di milioni sono stati ingannati dalla propaganda aggressiva. Centinaia di migliaia sono stati mobilitati (molti contro la loro volontà). I bambini russi negli asili vengono educati all’odio e alla guerra. Circa un milione di persone, tra le menti più brillanti del paese, ha lasciato la Russia, e la maggior parte di loro non tornerà mai più. Il tasso di natalità è crollato ai minimi storici perché le persone non sanno cosa porterà il domani. Decine di migliaia di russi sono morti in una guerra il cui unico obiettivo è il prolungamento del potere di Putin e del putinismo come sistema. Queste persone non sono morte per la Patria, ma per un regime che ha usurpato il potere. Questa è una tragedia per il popolo russo, che spero un giorno venga riconosciuta e compresa. Tutto questo è un crimine contro la Russia e il suo futuro. E milioni di altri vivono ormai da anni nella paura, temendo di dire una parola di troppo. I bambini sono costretti ad ascoltare le “conversazioni sui valori” sapendo che gli adulti mentono loro, il che li porta a crescere con il cinismo. In generale, il regime ha tradito i cittadini russi, privandoli della prospettiva di una vita dignitosa e della fiducia nel proprio Paese. Le conseguenze di questo si faranno sentire per molti anni, indipendentemente da come finirà l’aggressione russa. L’Ucraina e gli ucraini hanno dimostrato un’incredibile resilienza e coraggio nella difesa della loro Patria. Il loro comportamento negli ultimi tre anni smentisce nel modo più evidente l’idea putiniana secondo cui l’Ucraina non sarebbe un “vero Stato” e gli ucraini non sarebbero un popolo distinto. Il coraggio e l’eroismo degli ucraini resteranno nella storia mondiale. Nonostante gli sforzi enormi, le risorse colossali impiegate e le centinaia di migliaia di vite perse, l’esercito russo non è riuscito né a sottomettere l’Ucraina, né a conquistare le grandi città desiderate (Charkiv, Odessa, Kiev), né a ottenere il territorio sperato (oggi la Russia controlla meno territorio rispetto ad aprile 2022). In questo senso, la guerra ha dimostrato l’inefficienza della macchina militare e politica di Putin (per fortuna degli ucraini) e il fatto che la Russia non è affatto la “seconda armata del mondo”.
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“Dov’eravate dal 2014 al 2022 quando bombardavano il Donbass?” Scrivo questo post una volta sola, così da poter condividere il link ogni volta che i troll filocremlesi me lo chiederanno. Allora, dov’ero io, cittadina russa, dal 2014 al 2022? Beh ovvero che ho vissuto in Russia e: 1.Sono sempre stata contraria all’annessione della Crimea. Per me è stato uno shock enorme, sia il fatto che ciò sia accaduto, sia il vedere molti russi gioirne. Ho trascorso ogni estate in Crimea fin da bambina, e per me non c’era mai stato alcun problema. La Crimea, ovviamente, è Ucraina. 2.La guerra in Donbass non sarebbe mai iniziata senza l’intervento della Russia nel 2014. L’obiettivo era creare un punto di destabilizzazione in Ucraina per aumentare la propria influenza. Cito le parole dell’ufficiale del FSB Igor Strelkov (Girkin), L’ex ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk ed ex comandante dei reparti militari delle milizie, che attualmente si trova in prigione in Russia: “Io ho premuto il grilletto della guerra”, ha dichiarato in un’intervista al giornale Zavtra. Secondo lui, se il suo distaccamento “non avesse attraversato il confine, tutto sarebbe finito come a Kharkiv o Odessa”. Qualche decina di morti, feriti, arrestati, e sarebbe finita lì.” Pertanto, ogni discorso del tipo “Dov’eravate negli ultimi 8 anni?” non ha senso. La guerra in Donbass non ci sarebbe mai stata se la Russia non l’avesse scatenata. La Russia non ha mai avuto interesse a trasformare il Donbass in una sorta di “Alto Adige ucraino”. Al contrario, la Russia voleva una guerra e un punto di destabilizzazione, come la Transnistria in Moldavia o l’Abcasia in Georgia. 3.Putin ha iniziato l’invasione su vasta scala per noia, non certo per i residenti del Donbass. Anche le statistiche ufficiali russe mostrano che negli ultimi anni in Donbass morivano alcune decine di civili all’anno — un dato comunque tragico, certo, ma enormemente inferiore rispetto alle migliaia di vittime provocate dall’inizio della guerra. Di nuovo, per colpa della Russia. Inoltre, i combattimenti si sono estesi anche alla Crimea, dove prima non c’erano. Ricordo benissimo il febbraio 2022: il regime di Putin non si è nemmeno sforzato di inventare un pretesto formale per iniziare la guerra, neanche un’incidente inscenato. Putin ha iniziato la guerra semplicemente perché si annoiava e voleva “giocare ai soldatini”. Per lui la guerra è questo, ed è totalmente indifferente al fatto che decine di migliaia di ucraini e russi stiano morendo. Quindi, per quanto riguarda il Donbass, non si accettano argomenti: finché non ci siamo entrati con gli stivali, lì non moriva nessuno.
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Dog vocalizations include an extremely wide spectrum of sounds: barks, growls, howls, whines, whimpers, screams, pants and sighs. In all this, some dogs can even have an extremely deep bark. [📹 kona_malone]
curious side of 𝕏
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Ennesima sveglia presto, ma non all’alba. Alle 4 del mattino eravamo stati buttati giù dal letto da un allarme aereo per un missile balistico in arrivo sulla capitale, seguito da una forte esplosione, la prima che sento qui a Kyiv. Poco dopo le 7 ne scatta un altro e il canale Telegram spiega che il missile lanciato da est cambia direzione di continuo, per cui sono allertati anche diversi distretti qui intorno. Un segnale acustico in rapida successione invita a non sottovalutare l’allerta ed invita ad andare in un rifugio o a frapporre due pareti tra te e il possibile punto di impatto. Quando l’allarme rientra, parto per la destinazione che avevo scelto per oggi. Per quanto possa sembrare assurdo, si tratta di un’area giochi all’interno di un parco. Ovviamente non è un angolo scelto a caso e non si tratta di un parco qualsiasi. Questo elegante spazio verde, molto curato e nel pieno centro della città, è intitolato a Taras Ševčenko, poeta e scrittore, considerato colui che forse più di tutti ha contribuito a codificare la lingua ucraina, contribuendo così in modo determinante alla costruzione dell’identità nazionale di questo paese. Per la Russia, Ševčenko è dunque un simbolo dell’emancipazione di un popolo che a Mosca hanno sempre considerato indegno di una propria dimensione culturale e territoriale, potendo ambire ad essere nulla più che una provincia dello sterminato impero russo. Anche per questo nell’ottobre del 2022 un bombardamento ho colpito il parco, distruggendo solo un’altalena, ma raggiungendo lo scopo di sfregiare un luogo che porta il nome di colui che ha illuso gli ucraini di poter ambire ad essere liberi dal giogo di Mosca. Un episodio che si è ripetuto in tutto il paese. Sempre a Kyiv ha subito pesanti bombardamenti l’Università Taras Ševčenko, così come il teatro Taras Ševčenko di Chernihiv. A Odessa sono stati colpiti i locali che ospitavano una mostra dedicata al poeta ucraino. Persino nella piccolissima città di Borodyanka, nei sobborghi di Kyiv, dove sono stati giorni fa, i russi si sono preoccupati di sparare due colpi alla testa della statua di Ševčenko, posta al centro dell’unica grande piazza. Chi definisce quella russa una reazione all’espansionismo della NATO o avvalora qualunque altro dei pretesti utilizzati da Putin per avviare la sua criminale operazione speciale, non a caso, lo fa di solito da dietro una scrivania. Perché da qui la prospettiva è diversa e non serve essere di parte per trovare le prove del fatto che il vero obiettivo di Mosca è il genocidio culturale di questo popolo, la cancellazione di lingua, cultura e identità ucraini, la russificazione dei bambini rapiti o rieducati nelle zone occupate a cantare l’inno russo o a studiare testi russi, la sistematica espropriazione di case e negozi da consegnare a prezzi stracciati ai nuovi coloni russi, la sostituzione etnica in interi pezzi dell’Ucraina. Una riedizione di metodi in voga 80 anni fa, in nome della folle chimera della restaurazione dell’URSS o dell’impero di Caterina la Grande. Chi mette piede in Ucraina come noi abbiamo scelto di fare, accetta anche di fare i conti con orrori che qualcuno aveva finora pensato appartenere solo al passato, ma che qui sono un pericolo quanto mai attuale e reale, che ha il volto di un dittatore violento, l’odore di case che bruciano e il rumore di una sirena anti-aerea. Al posto dell’altalena, nel parco, ora c’è una nuovissima e colorata area giochi per i bambini che qui cercano una parentesi di spensieratezza e normalità. Del bombardamento non c’è più alcuna traccia. Il terrore, alla fine, si combatte innanzitutto così. Mostrando come può rinascere un luogo in cui qualcuno avrebbe voluto far prevalere la cultura della morte e della distruzione.
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Is Tucker still in Moscow? He will be amazed by the low price of human life in Putin's Russia.
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Si sta come d'autunno alle finestre gli oligarchi
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Mariupol a year ago.
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NASA launches Artemis I as seen from a camera inside the pad. @NASASpaceflight Additional launch angles: youtu.be/xlo1xQneAEA
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putin annuncia la mobilitazione parziale
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Incredible. UA soldiers are taking off the russian propaganda banner in the liberated city, and unexpectedly they find a piece of Taras Shevchenko's poem underneath. I have very strong emotions watching this. A very powerful and prophetic verse. See full poem translation below.
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A touching melody performed by Ukrainian soldier and virtuoso violinist Moisey Bondarenko! He says this is the first song he played as a child for his mother. And may every Ukrainian mother be with her children!
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Preoccupati del tuo di nome, cretino genocida nazista, al quale non dedicheranno neanche una fogna.
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You have to admit the amazing courage of Russian media - @rianru camera operator is walking right in front of a sapper looking for dangerous mines left by those nasty Ukrainians (via @handloviec)
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