Sulla pelle di un milione di bambini open.spotify.com/episode/2QA…
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Vedo che molti se la prendono con Virginia Libero, la segretaria dei Giovani Democratici. E allora ci tengo a mettere a verbale che ero a Reggio Emilia e ho ascoltato lì il suo tanto criticato intervento... e ho assai applaudito. E ricordo anche che la nostra Costituzione tanto citata in queste ore per attaccare Virginia ha anche il bellissimo art.11 che ripudia la guerra. A chi se la prende con la segretaria dei Gd per aver semplicemente spiegato che c'è una generazione che non vuole vivere in un mondo in fiamme, mi limito a dire che il fatto che ci siano ragazze e ragazzi che continuano a sognare la pace è una delle poche cose che dà speranza.
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- La @SeaWatchItaly viene bloccata e multata per aver salvato vite umane - L'accusa è di non aver collaborato con la cosiddetta guardia costiera libica - La ong conferma di non averlo fatto spiegando che non collabora coi criminali, a differenza del governo italiano - Il ministro Foti risponde che no, il governo i criminali li contrasta. E che tutti devono rispettare le leggi. - Peccato che Foti parli dello stesso governo che violando le leggi ha riaccompagnato Almasri in Libia su un volo di stato. E dello stesso governo che per salvare i suoi ministri dal processo ha usato lo scudo dell'immunità. Insomma per la destra al governo le leggi vanno rispettate fino a un certo punto. I criminali vanno contrastati fino a un certo punto. Però le ong che salvano vite sono tanto cattive. Il mondo alla rovescia.
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Quello che mi è accaduto oggi alla Camera è semplicemente allucinante. Alle 10 di questa mattina sono andato nella sede della giunta per le autorizzazioni a procedere, della quale sono membro. L'ho fatto perché avrei dovuto visionare le ormai celeberrime chat tra Delmastro e Caroccia, ovviamente nel rispetto di tutte le procedure necessarie a garanzia della riservatezza (non si possono fotografare, non si possono copiare, si viene controllati a vista dai funzionari della Camera). Il cd contenente le chat è stato inviato dalla procura di Roma al presidente della Camera, Fontana. Il quale lo ha inviato alla giunta perché lo valutasse. Quindi nel pieno rispetto del regolamento, delle mie prerogative parlamentari e delle comunicazioni ufficiali che avevo ricevuto, stamattina mi sono presentato lì per fare il mio lavoro. Io ed altri colleghi di opposizione siamo stati ricevuti da imbarazzati funzionari della Camera che ci hanno negato la consultazione delle chat. Alla mia domanda su chi li autorizzasse a negarcele, dato che il presidente della giunta era lì con noi e chiedeva anche lui di consultarle, hanno risposto che l'indicazione veniva dal Presidente della Camera. Ho chiesto se questa comunicazione gli fosse stata data in forma scritta e mi hanno risposto di no. A quel punto ho cortesemente spiegato che non mi sarei mosso da lì fino a quando non mi fosse stato consentito di visionare le chat o non avessi letto un atto del presidente Fontana che spiegava perché quel mio diritto fosse negato. Dopo due ore è arrivata una imbarazzante comunicazione di Fontana che spiegava che per sua decisione le chat erano inaccessibili. Chat che lui stesso ci aveva mandato perché le visionassimo. La motivazione formale è che ha chiesto la convocazione di una giunta per il regolamento per capire se le possiamo visionare. In quella giunta ovviamente la destra deciderà a maggioranza di non farcele vedere. Tutto questo è gravissimo e non ha alcun precedente nella storia della Camera. La presidenza in violazione di ogni regolamento e ogni prassi parlamentare, con un evidente abuso di potere, decide di cedere alle pressioni della maggioranza pur di impedire che le chat tra Delmastro e Caroccia vengano visionate dai membri della giunta. Non diffuse, non divulgate ma visionate con obbligo di riservatezza da pochi parlamentari. Decisione che è una chiara e ingiustificata violazione delle prerogative parlamentari dei componenti della giunta. Nel mentre Delmastro annuncia di averle mandate lui in procura perché non avrebbe nulla da nascondere. Peccato che la procura non le possa utilizzare senza l'autorizzazione del Parlamento. E che alla concessione dell'autorizzazione il partito di Delmastro e tutta la maggioranza si oppongono. Se Delmastro non ha nulla da nascondere, eviti queste pagliacciate e chieda alla sua maggioranza di concedere alla procura l'uso delle chat. Se la Meloni, di cui Delmastro era avvocato, davvero ha a cuore la legalità chieda alla sua maggioranza di consentire l'uso delle chat. Chat che servono per una inchiesta collegata a fatti di mafia. Anzi, che sono indispensabili per quell'inchiesta. Per quanto riguarda il presidente della Camera, oggi ha consentito la violazione dell'autonomia e della dignità dell'istituzione che presiede. Ha creato un precedente gravissimo e pericoloso. Ha messo la firma su una pagina orribile della storia repubblicana. E poi parlano di legalità.
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Giorgia Meloni dichiara di camminare sulla strada di Borsellino. Poi però la sua maggioranza nega l'autorizzazione a usare le chat di Delmastro, ritenute dalla procura indispensabili per verificare i reati con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa contestati a Caroccia (quello della bisteccheria). E poi parlano di legalità.
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Se organizzi un rave devi andare in carcere. Se sei condannato per aver ucciso due persone no. Lo stato di diritto secondo la destra.
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Giusto per la cronaca: no, quanto deciso dall'Europa non c'entra niente con i centri in Albania e non li farà funzionare. È ugualmente orribile, ma non risolve i problemi di quel folle e costosissimo progetto. Giorgia Meloni fa una dichiarazione al mese per dirlo, ma è semplicemente falso. Tanto che i centri sono, come sempre, sostanzialmente vuoti.
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Il giorno dopo aver visto sfilare fascisti e nazisti per la capitale d'Italia, Giorgia Meloni si sveglia e alle 8.30 fa un duro tweet di condanna. Contro l'antifascismo.
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C'è un presidente del Senato con in casa il busto di Mussolini. C'è il capogruppo alla Camera del partito della premier che si vestiva da nazista. C'è un generale che sparge razzismo ogni volta che parla. Ci sono fascisti e nazisti che sfilano per Roma inneggiando al duce e invocando deportazioni. Ci sono fascisti amici dei mafiosi che definiscono mafia l'antifascismo. Ci siamo noi che gli abbiamo impedito di profanare la Camera che veniamo per questo puniti e sospesi. È questo il mondo alla rovescia. Ma lo rimetteremo in ordine, pezzo dopo pezzo. E questo schifo tornerà ad essere coperto dalla vergogna, come è giusto che sia. Perchè l'Italia non è questa. E non merita questo osceno spettacolo.
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Per chiarezza: Ben Givr non è un passante. La sua alleanza con Nethanyahu è strategica. L’obiettivo è la Grande Israele. E dunque la pulizia etnica dei palestinesi. Non esistono falchi e colombe. Sono entrambi criminali. Che devono finire davanti alla Corte Penale Internazionale.
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Israele sta intercettando la Global Sumud Flotilla, 57 imbarcazioni che portano aiuti umanitari, in piene acque internazionali e alla luce del giorno. Sanno che resteranno impuniti. I governi europei intervengano ed evitino questo scempio che lede il libero diritto di navigazione
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Nell'Italia di Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana succede questo: - Una nave salva 166 persone che stavano per annegare nel Mediterraneo - dopo il salvataggio uno motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica spara su quella nave - quella motovedetta è stata donata dall'Italia alla Libia - il governo italiano non dice assolutamente nulla, non condanna l'aggressione, non revoca gli accordi, nulla. - quando la nave arriva nel porto di Brindisi e sbarca i naufraghi, guardia di finanza e polizia salgono a bordo, perquisiscono la nave, indagano il capitano. - avete capito bene, avviano un procedimento contro la @SeaWatchItaly, colpevole di aver salvato 166 vite e non dei libici che hanno sparato su quella nave. - l'accusa? Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. - ovviamente a lanciare questa accusa sono quelli che hanno liberato e rimandato in Libia con un aereo di stato Almasri, capo dei trafficanti di esseri umani. E che si sono fatti salvare dal processo invocando (impropriamente) l'immunità. Ora, va bene che ci siamo ormai abituati a tutto, va bene che Giorgia Meloni si offende se le si dice che è complice di quei trafficanti che doveva inseguire per tutto il globo terracqueo, va bene che da Piantedosi e Salvini non ci si può aspettare che il peggio. Ma davvero questa vicenda dimostra quanto questo governo non abbia più alcun freno, alcun limite, alcun pudore. Nelle stesse ore in cui il governo perseguitava chi salva vite, a Lampedusa è arrivata una neonata di un mese morta tra le braccia della madre. Ma evidentemente questo non è un problema per Giorgia, donna, madre, cristiana.
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Orfini retweeted
Nelle stesse ore dell'incontro Meloni-Libia, le milizie libiche mitragliavano i soccorritori della Sea Watch. Con le motovedette donate dall'Italia. Questi accordi producono solo crimini. Vanno stracciati - @orfini
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Bignami ha appena dichiarato che i centri in Albania stanno funzionando "a pieno regime". Un po' come la sua onestà intellettuale. (Due centri, dovevano ospitare tremila persone. Uno è chiuso da mesi, nell'altro ce ne sono poche decine).
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Quello di Israele contro la Flotilla è un atto di pirateria in acque internazionali, lontanissimo dalla zona di pertinenza israeliana. E gli attivisti non sono stati "arrestati" come leggo, ma rapiti su ordine di un governo criminale. Consentire tutto questo, sminuirlo, negarlo significa esserne complici.
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Il tutto avveniva mentre al Viminale a quanto pare dormivano
Violenze, ordigni, intimidazioni: tutti hanno fatto finta di non vedere l’escalation della destra ebraica Una breve cronologia: fanpage.it/roma/violenze-ord…
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Giorgia Meloni qualche minuto fa ha fatto un post per stigmatizzare alcuni episodi (orribili) accaduti oggi. E non ci sarebbe niente di male se non fosse che si è "dimenticata" di citare quello più grave: un uomo in mimetica che ha ferito a Roma due manifestanti con il fazzoletto dell'Anpi al collo sparandogli con un'arma ad aria compressa. E purtroppo è abbastanza evidente che la dimenticanza non sia un caso. Su una cosa Giorgia Meloni ha ragione: abbiamo un problema. Perché ignorare quella violenza come ha fatto lei, significa legittimarla. Ed è semplicemente vergognoso.
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Per la centesima volta Giorgia Meloni fa un post per dire che l'Europa le da ragione sui centri in Albania. Per la centesima volta ovviamente non è così. Intanto perché non c'è una sentenza ma una dichiarazione dell'avvocato generale della Corte di Giustiza. Che non fa lui la sentenza. E poi perché nella dichiarazione in questione viene segnalato che i diritti dei migranti devono essere pienamente tutelati affinché sia possibile un centro come quello in Albania. Che è esattamente il punto in discussione. Intanto, tra un post e l'altro di Giorgia Meloni, la violazione dei diritti continua. E anche lo spreco immane di risorse pubbliche.
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Oggi c'è stata un'incredibile visita dei vertici di Fratelli d'Italia al centro migranti in Albania: Malan, Bignami, Donzelli insieme ad altri parlamentari hanno fatto una rapida ispezione per poi dichiarare che aveva ragione la Meloni, i centri finalmente funzionano a pieno regime. Nelle ore successive praticamente tutti i parlamentari del partito di Giorgia Meloni hanno dichiarato festeggiando il successo. Ma è tutto vero? No, ovviamente. Mettiamo in ordine le cose. - Giorgia Meloni, quando annunciò l'accordo sui centri col premier albanese Rama, dichiarò solennemente che i centri avrebbero ospitato 36.000 migranti all'anno. - da quando il primo migrante è stato portato in Albania sono passati 553 giorni. Al ritmo annunciato da Meloni in questo lasso di tempo in Albania dovrebbero essere passate circa 50.000 persone - sapete quanti ce ne sono stati? 536. Il dato ce lo hanno cortesemente fornito i parlamentari di Fratelli d'Italia uscendo dal centro oggi. 50.000 previsti, 536 reali. - i migranti portati in Albania erano già reclusi nei CPR italiani. - i CPR italiani non erano pieni, non c'era una esigenza logistica di portare i migranti in Albania. - una volta portati in Albania, quelli che si è riusciti a rimpatriare sono dovuti tornare in Italia per essere rimpatriati da qui. - il costo di questo giochino inutile è piuttosto alto: abbiamo scovato il bando per trovare un aereo che portasse i migranti dall'Italia all'Albania in uno dei trasferimenti più recenti. La base d'asta era di 120.000 euro. Per un singolo giro. Ovviamente solo per l'aereo. Poi ci sono i costi dei 30 agenti delle forze dell'ordine utilizzati per accompagnare i migranti. - ma i costi complessivi sono molto più alti. Quelli dichiarati sono 130 milioni di euro all'anno per 5 anni. A nostro avviso sono molti di più, quasi un miliardo. Ma prendiamo per buone le stime del governo: praticamente ogni migrante è costato più di 300.000 euro. Per una cosa inutile, lesiva dei suoi diritti e che si poteva serenamente fare in Italia senza questi costi. - i centri in Albania sono due. Perché i parlamentari di Fratelli d'Italia ne hanno visitato solo uno? Perché l'altro è chiuso, abbandonato, inutilizzabile. E quindi tentano di nasconderlo. - in Albania ci sono centinaia di agenti delle forze dell'ordine, che sono lì a fare poco o nulla e che sono stati sottratti dal loro lavoro in Italia. A proposito di sicurezza. - ovviamente i diritti dei migranti non sono garantiti da questo orrore e non lo è nemmeno il rispetto delle norme internazionali. Tutto questo oggi è stato raccontato come un successo, pensando che basti un po' di propaganda a nascondere la realtà. Non è così per fortuna. L'unica cosa che Giorgia Meloni dovrebbe fare se fosse seria è chiedere scusa per questa follia. E annunciare la chiusura dei centri.
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