San Giovanni della Croce: "Nel tramonto della vita saremo giudicati sull'amore."

CERCO UNA CASA PER MARIA Cerco un convento, un monastero, un eremo o una casa di preghiera dove poter realizzare una piccola Cittadella di Maria. Non cerco soltanto un edificio. Cerco un luogo. Un luogo immerso, se possibile, nella natura e nel silenzio: con un po’ di terreno, alberi, un boschetto, una collina o una zona di verde dove poter camminare, pregare e meditare. Un Cenacolo di preghiera, adorazione, fraternità e accoglienza, dove anche persone sole, autonome e desiderose di vivere la propria fede possano condividere la vita secondo lo spirito dei Cenacoli. È IMPORTANTE CHIARIRE NON SARÀ UNA COMUNITÀ TERAPEUTICA. NON SARÀ UNA STRUTTURA SANITARIA O ASSISTENZIALE. Sarà una CASA DI PREGHIERA, FRATERNITÀ E ACCOGLIENZA. Non si cureranno persone: si accoglieranno anime. Anime sole che desiderano vivere insieme, pregare insieme, sostenersi e camminare con Maria verso Gesù. Vorrei che fosse un luogo nel quale la natura stessa aiutasse l'anima a ritrovare pace: un sentiero, un bosco, un giardino, una collina… luoghi semplici dove poter sostare in silenzio davanti a Dio. Se conoscete un convento, un monastero, un eremo o una casa immersa nel verde che potrebbe diventare questa Cittadella, SCRIVETEMI. Forse quella casa esiste già. Forse aspetta soltanto di essere riaperta. Una casa per Maria. Una casa per la preghiera. Una casa per chi è solo. Associazione Religiosa - Cenacoli Mariani "Regina del Rosario". @paracleto4
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SOTTO LA CROCE SI IMPARA AD AMARE Il 13 febbraio 1913, in una lettera al suo padre spirituale, padre Agostino, Padre Pio confidò una delle rivelazioni più intime della sua vita mistica. Gesù stesso gli parlava nel cuore e gli svelava il senso della croce, quella sofferenza che il mondo fugge e che le anime elette invece abbracciano come dono. Diceva Gesù a Padre Pio: "Sotto la croce si impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo alle anime che mi sono più care." Non è un pensiero pio, è una rivelazione vera. La croce non è castigo, è scuola. È il luogo dove Dio insegna l'amore più alto a chi ama di più. E Padre Pio quella croce la portò per cinquant'anni, nel corpo e nello spirito, per noi, per le anime lontane, per chi oggi soffre senza sapere il perché della sua pena. Ascoltate la sua voce vera in questo video, guardate il suo volto, e lasciatevi condurre da lui sotto quella croce. Lì dove tutto sembra buio, si impara davvero ad amare. San Pio da Pietrelcina, prega per noi. @paracleto4
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NESSUNO VIDE NULLA… MA QUANDO LA PELLICOLA FU SVILUPPATA, QUALCOSA ERA APPARSO. E DA QUEL MOMENTO, QUESTA FOTOGRAFIA HA FATTO PARLARE DI SÉ. Questa fotografia risale al 1932 ed è stata scattata durante la Santa Messa della prima celebrazione di Padre Palmatius Zilligen. Secondo la testimonianza tramandata insieme all'immagine, nessuno avrebbe visto nulla di particolare al momento dello scatto. Solo dopo lo sviluppo della pellicola, nella fotografia sarebbe comparsa la figura di Cristo Crocifisso, proprio nel momento in cui il sacerdote celebrava il Santo Sacrificio. Un’immagine che, per chi la osserva con gli occhi della fede, richiama una verità profondissima: durante la consacrazione, ciò che gli occhi non possono vedere è il mistero della presenza reale di Gesù nell'Eucaristia. E alcuni particolari della figura colpiscono in modo particolare: la ferita alla spalla, i segni della Passione e il profondo squarcio nel fianco, che richiamano le sofferenze di Gesù sulla Croce. Ma c’è una domanda che rimane… Che cosa vide realmente quella pellicola? Una straordinaria coincidenza? Un’immagine da interpretare? Oppure qualcosa che, ancora oggi, invita a fermarsi davanti al mistero? La fotografia è stata tramandata per decenni. La sua storia è affascinante, ma proprio per questo merita di essere conosciuta e approfondita con attenzione. @paracleto4
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FONTI E DOCUMENTAZIONE SULLA FOTOGRAFIA ATTRIBUITA A P. PALMATIUS ZILLIGEN Per chi sostiene che questa storia sia semplicemente “inventata”, raccolgo qui le fonti pubblicamente reperibili che documentano la tradizione della fotografia del 1932. • FSSPX Austria (2015) - presenta l'immagine e la definisce esplicitamente “Zeichnung des legendären Fotos”, cioè “disegno della fotografia leggendaria”, attribuita al fratello di P. Palmatius Zilligen nel 1932. • Bilder von Ohlau - racconta che la fotografia sarebbe stata scattata nel 1932 durante la Messa del primiziante P. Palmatius Zilligen e che il Crocifisso sarebbe comparso durante lo sviluppo della pellicola. • Gebet-Krieger - Wunderbare Bilder - riporta la stessa tradizione e indica come fonte kath-zdw.ch. • Gott liebt uns alle - Wunderbare Bilder - pubblica la medesima tradizione in tedesco. • Gott liebt uns alle - Immagini Miracolose - versione italiana del racconto. • God Won the Victory - Miraculous Images - versione inglese della stessa tradizione. • “Nur was von GOTT kommt, rettet!” - PDF che fornisce una versione più dettagliata: P. Palmatius Zilligen sarebbe stato fotografato dal fratello durante la Santa Messa, il terzo giorno dopo l'ordinazione sacerdotale nell'agosto 1932. • Was wissen wir über das Fegfeuer? Ulteriore pubblicazione che riporta la tradizione della fotografia del 1932. • Marianisches.de - documentazione bibliografica relativa a P. Palmatius Zilligen e alle sue opere devozionali. • FE-Medien - documentazione editoriale contemporanea delle opere di P. Palmatius Zilligen. ⚠️ Precisazione importante Queste fonti documentano l'esistenza e la diffusione della tradizione relativa alla fotografia. Non costituiscono, da sole, una perizia forense del negativo originale. Allo stesso modo, il fatto che non sia disponibile pubblicamente il negativo originale o una perizia scientifica non autorizza automaticamente a dichiarare: “È falsa al 100%.” Sono due affermazioni completamente diverse. La domanda corretta, per chi vuole discutere seriamente, è quindi: Dov'è il negativo originale? Qual è la sua provenienza? Qual è la catena di custodia? È mai stata eseguita una perizia fotografica sul materiale originale? E, soprattutto, qual è la fonte primaria più antica del racconto? Io metto a disposizione le fonti. Adesso, chi sostiene che sia falsa al 100% metta a disposizione le proprie prove.
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“I Santi hanno intuizioni speciali; per me che non sono un santo, ciò che è importante sono le verità semplici di sempre: Incarnazione, Redenzione e Santissima Eucaristia”. Beato Gaspare Stanggassinger
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LA VOCE DI PADRE PIO Consigli Spirituali La sua voce vera che guida e consiglia "Sforziamoci di stringerci sempre più al Cuore Divino e al Cuore della Mamma, affinché possiamo sempre meglio attrarci la loro benedizione su di noi e sulle famiglie e sulle persone che ci stanno a cuore. Sforziamoci sempre più di amare il Signore e non ci deve sembrare dura questa grande verità di amare Dio. Anzi, dobbiamo ritenerci onorati perché il Signore Dio non si è limitato soltanto a crearci e dire d’amarlo, ma ce ne ha fatto un comando. E questo deve essere per noi una gloria, con tanto orgoglio, per spingerci sempre più ad amarlo. Anche noi ci riteniamo onorati quando ci si permette una persona illustre di amarlo. È molto più, o meglio non regge il paragone, che il Signore Dio non soltanto ci permette di amarlo, ma ce lo comanda. Ed il comando è pieno d’amore. È Lui stesso che ce lo infonde nel cuore, lui stesso che ci dà i mezzi per poterlo amare, ma quello che è più sorprendente, ci ha promesso anche il premio. Ed il premio aggiunge cosa? Temporanea? Passeggera? Limitata? Ma è eterna, quanto eterno è lui; è immensa, quanto è immenso Lui, è duratura per quanto dura Lui. E Dio dura sempre per tutta l’eternità. Con questo pensiero vi do la buonanotte, buon appetito a chi non ce l’ha…. e a chi ce l’ha molto, l’abbassi un pochettino. Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo e così sia. Sia lodato Gesù e Maria. Buonanotte." SAN PIO DA PIETRELCINA
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CHIUDETE GLI OCCHI, È PADRE PIO CHE VI DÀ LA BUONANOTTE E VI DONA LA SUA SANTA BENEDIZIONE. (Aprite l'audio) "Nel darvi l’ultimo saluto della giornata, pieno di benedizione del Cielo, augurando a tutti che la notte sia un riposo nella pace del Signore. Non intendo di riassumere quello che ha detto il predicatore così ampiamente. Tiro soltanto la conclusione: amiamo senza riserva alcuna, come Dio stesso ci ama. Lo so che il nostro amore non potrà mai giungere a quello di un Dio che ci ama con amore infinito. Ma amiamo senza riserva alcuna, neppure in vista del premio che il Signore ha serbato per noi. Quella è una conseguenza. Quindi amiamo anche nel dolore, facendo nostro il motto dell’apostolo san Paolo, il quale ci dice: «Non voglio sapere di altro se non di Gesù e di Gesù Crocifisso». E questo affinché ci stimassimo crocifissi al mondo per vivere unicamente e solamente a Dio. E poi un pensiero in questa giornata del Buon Pastore, di cui ha parlato ormai il predicatore. Aggiungo solamente una cosa sola: la vera divozione è quella dell’imitazione, imitiamo il cuore di Gesù, specialmente nel dolore, e allora ci renderemo sempre più uniformati a questo Divin Cuore, affinché un giorno possiamo anche noi, assieme con cui che ha tanto sofferto, glorificare il celeste Padre lassù nei cieli." SAN PIO DA PIETRELCINA
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PADRE PIO SPIEGA COME SI ENTRA IN UNA CHIESA. E LA PRIMA COSA CHE DICE È: "SALUTA GESÙ". "Ad evitare irriverenze ed imperfezioni nella casa di Dio, nella chiesa, che il divin Maestro suole chiamar la casa di orazione, ti esorto nel Signore a praticare le seguenti cose. Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto, tenendoti e reputandoti indegna di comparire davanti alla maestà del Signore. Tra le altre devote considerazioni, pensa che l'anima nostra è tempio di Dio, e come tale dobbiamo conservarla pura e monda davanti a Dio ed agli angioli suoi e copriamoci il volto di rossore per aver dato tante volte adito al demonio con le sue insidie, con le sue lusinghe al mondo, con i suoi fasti, alla carne con il non aver saputo tener puro il nostro cuore e casto il nostro corpo, per aver dato, dico, adito ai nostri nemici di insinuarsi nei nostri cuori, profanando in tal guisa il tempio di Dio, quale noi diveniamo pel santo Battesimo. Prendi poi l'acqua benedetta e fa bene e con lentezza il segno della nostra redenzione. Appena sei in vista del Dio sacramentato, fa' devotamente la genuflessione. Trovato il posto, inginocchiati e rendi a Gesù sacramentato il tributo della tua preghiera e della tua adorazione. Confida a lui tutti i tuoi e gli altrui bisogni, parlagli con abbandono filiale, dà sfogo libero al tuo cuore e lascia piena libertà a lui di operare in te come meglio gli piace. Assistendo alla Santa Messa e alle sacre funzioni, usa molta gravità nell'alzarti, nell'inginocchiarti, nel metterti a sedere; e compi ogni atto religioso con la più grande devozione. Sii modesta negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce; non ridere per riverenza al luogo santo ed anche per riguardo a chi ti sta vicino; studiati di non profferir parola con chi che sia, a meno che la carità ovvero una stretta necessità non lo esiga. Se preghi in comune, pronunzia distintamente le parole della preghiera, fa' bene le pause e non affrettarti mai. Insomma, diportati in guisa che tutti gli astanti ne rimangano edificati e siano per mezzo tuo spinti a glorificare e ad amare il Padre celeste. Nell'uscire di chiesa abbi un contegno raccolto e calmo: saluta per primo Gesù sacramentato, domandagli perdono delle mancanze commesse alla sua divina presenza e non partirne da lui se prima non gli hai chiesto e da lui non ne hai ottenuta la paterna benedizione". Lettera di san Pio da Pietrelcina alla figlia spirituale Annita Rodote, 25 luglio 1915. Epistolario, Vol. III.
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Pellegrinaggio a Paravati Primavera 2027 Carissimi, in tanti mi chiedete di accompagnarvi da mamma Natuzza a Paravati. E ogni volta che leggo queste richieste il cuore mi si scalda. Per ora non mi è possibile, ma vi faccio una promessa. Nella prossima primavera organizzerò un pellegrinaggio a Paravati con partenza da Roma. Andremo insieme sulla tomba di mamma Natuzza, nella sua terra, nella sua casa, nel luogo dove il Cielo ha toccato la terra per tanti anni. Lo organizziamo insieme, con calma, con amore, con preghiera. Mamma Natuzza ci aspetta.
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«GUAGLIÒ, HAI DITT 'A MESSA?» Era l'ultima notte di Padre Pio sulla terra. Nella sua cella, allo stremo delle forze, chiamava più volte padre Pellegrino e gli domandava che ora fosse. Nel cuore della notte gli chiese: "Guagliò, hai ditt 'a Mess?" Padre Pellegrino sorrise: "È troppo presto, è ancora notte!" E Padre Pio rispose: "Mbè! Stamattina la dirai per me." Poche ore dopo, alle 2:30 del 23 settembre 1968, Padre Pio moriva. Ma c'è un particolare che mi colpisce. Per tutta la vita Padre Pio aveva parlato della Messa, aveva sofferto per la Messa, aveva vissuto per la Messa. E nell'ultima notte, quando ormai stava per incontrare Dio, pensò ancora alla Messa. Non chiese che cosa sarebbe successo a lui. Chiese se sarebbe stata celebrata. "Stamattina la dirai per me." Forse è uno dei modi più semplici e più belli per capire chi è stato Padre Pio. Il 23 settembre non ricordiamo soltanto il giorno della sua morte. Ricordiamo un sacerdote che, fino all'ultimo respiro, volle che sull'altare ci fosse Cristo. San Pio da Pietrelcina, prega per noi. @paracleto4
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22 SETTEMBRE NONO GIORNO DELLA NOVENA «Io resto alla porta del Paradiso; vi entro quando ho visto entrare l'ultimo dei miei figli». San Pio da Pietrelcina Fratelli, sorelle, benvenuti. Benvenuti tutti, quelli che sono qui dal primo giorno e quelli che arrivano adesso per la prima volta. Siamo arrivati alla fine. Dieci giorni fa siamo partiti ai piedi della Croce, nel giorno dell'Esaltazione, e stasera arriviamo alla porta del Cielo. E adesso facciamoci il segno della croce, lentamente, come se fosse la prima volta. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Ieri abbiamo ricordato la sua ultima giornata. La Messa delle cinque del mattino, il collasso sull'altare, quel «figli miei, figli miei» mentre lo portavano via. E la sera, alle sei, la benedizione dalla finestra della cella, sopra il prato dove i suoi figli cantavano e pregavano. Pensateci, fratelli miei. Più o meno a quest'ora. Lui dava sempre la benedizione a quell'ora, da quella finestra. E stasera, alla stessa ora, siamo qui noi, centinaia di figli collegati da ogni parte, e gli chiediamo di affacciarsi ancora una volta. Ma stasera entriamo nella notte. Nell'ultima notte. Poco dopo le nove di sera padre Pellegrino prende il posto di un confratello accanto a lui. Dopo un po' si allontana, ma Padre Pio lo richiama con il citofono. Lo trova a letto, sul fianco destro. Gli chiede che ora è. E dagli occhi gli scendono lacrime silenziose. Fino a mezzanotte lo richiama cinque o sei volte. Non chiede niente. Vuole solo qualcuno vicino. Anime care che la notte non dormite, che la notte piangete da sole, guardate. Anche il santo delle stimmate, l'ultima notte, aveva bisogno di una mano da tenere. Non vergognatevi mai della vostra paura. Poi vuole confessarsi. Lui, che aveva confessato milioni di persone, chiede di essere confessato. E al frate dice di chiedere perdono ai confratelli per tutti i fastidi che aveva dato, e di chiedere a tutti una preghiera per la sua anima. Padre Pellegrino gli chiede allora un'ultima benedizione per i confratelli, per i figli spirituali, per i malati. E lui risponde che sì, li benedice tutti. Tutti, fratelli. Quella notte, in quella benedizione, c'eravate anche voi. C'eravamo anche noi, che non eravamo ancora nati. Lui benediceva i suoi figli, e i suoi figli siamo noi. Poi rinnova la sua professione religiosa, i voti fatti da ragazzo a Morcone. Povertà, castità, obbedienza, un'ultima volta. All'una chiede di alzarsi dal letto, dice che non respira bene. Vuole la sedia. Era l'ora in cui da cinquant'anni si alzava per prepararsi alla Messa. Il corpo andava all'altare anche quella notte, per abitudine d'amore. Tiene la corona del Rosario tra le mani. Non ha più la forza per dire le Ave Maria intere. E allora ripete soltanto due nomi. Gesù. Maria. Gesù. Maria. Sono le due e mezza del mattino del 23 settembre 1968. E Padre Pio va a casa. E poi succede la cosa che ancora oggi i medici non sanno spiegare. Quando esaminano il suo corpo, le stimmate non ci sono più. Scomparse senza lasciare traccia. Le ferite che per cinquant'anni avevano sanguinato, nelle mani, nei piedi, nel costato, non hanno lasciato nemmeno una cicatrice. Il portale dei suoi frati lo dice con tre parole che fanno venire i brividi. Non servono più. La sua missione di sacerdote e vittima era finita. Fratelli miei, fermatevi su questo. Dio non lascia niente al caso. Quelle piaghe erano un servizio, non un ornamento. Servivano a pagare, a riparare, a portare le anime. E quando il servizio è finito, il Signore le ha ritirate come un padre toglie il grembiule al figlio stanco alla fine della giornata. E pensate a una cosa, e ve la dico perché ci ha accompagnato tutta la novena. Vi ricordate il giorno delle stimmate, quando Cleonice gli disse che erano cinquant'anni e lui la corresse, ma tu non vuoi dire cinquantottesimo? Domani, 23 settembre 2026, sono esattamente cinquantotto anni dalla sua nascita al Cielo. Cinquantotto. Il numero suo. Io non so cosa voglia dire. Ma so che i santi non fanno le cose a caso. Tre giorni dopo, il 26 settembre, a San Giovanni Rotondo arrivano circa centomila persone per il funerale. In un paese del Gargano. Carabinieri e polizia intorno al sagrato. Il Papa Paolo VI manda un telegramma e chiede al Signore di dare al suo servitore fedele la corona eterna della giustizia. L'uomo che il Sant'Uffizio aveva chiamato impostore, che per due anni aveva celebrato di nascosto nella cappella interna, veniva salutato dal Papa come servitore fedele. E poi il Cielo cominciò a lavorare sul serio. Quel giovane prete polacco che nell'aprile del 1948 era salito al Gargano a confessarsi da lui, Karol Wojtyla, diventato Papa, lo proclamò beato nel 1999 e santo nel 2002. Il confessato che canonizza il confessore. Solo Dio scrive storie così. Ma io stasera non voglio lasciarvi con la gloria. Voglio lasciarvi con la tenerezza. Perché Padre Pio diceva di sé una cosa che è la più dolce di tutte. Diceva che lui era tutto di ognuno, che ognuno poteva dire, Padre Pio è mio. E diceva che amava i suoi figli spirituali al pari dell'anima sua, e più ancora. Che li aveva generati a Gesù nel dolore e nell'amore. Che poteva dimenticare se stesso, ma non loro. E poi quella promessa che abbiamo letto all'inizio. Che quando il Signore lo avrebbe chiamato, lui gli avrebbe detto, Signore, io resto qui, alla porta. Entro quando ho visto entrare l'ultimo dei miei figli. Fratelli miei, lui è ancora lì. Cinquantotto anni, e sta ancora lì, sulla soglia, con la corona in mano, a guardare giù. Aspetta te. Aspetta me. Aspetta quel figlio tuo che ha smesso di pregare. Aspetta quel marito che non mette piede in chiesa da trent'anni. Aspetta l'ultimo. E finché l'ultimo non è entrato, lui non entra. Allora non abbiate paura. Nessuno di voi è l'ultimo dimenticato. Semmai è l'ultimo aspettato. Mamma Natuzza, che ho avuto la grazia di frequentare per diciannove anni, diceva sempre che i santi non ci lasciano mai. Che dal Cielo lavorano più di prima. Io l'ho visto con i miei occhi, in quella casa di Paravati, quante grazie arrivavano per intercessione di chi era già di là. E stasera ve lo dico con la stessa certezza. Padre Pio non è un ricordo. È un padre vivo, che veglia. CORONCINA AL SACRO CUORE DI GESÙ E adesso facciamo quello che lui faceva ogni giorno. Tutti i giorni della sua vita Padre Pio recitava questa Coroncina per tutti quelli che si raccomandavano alle sue preghiere. Per migliaia di persone, ogni giorno, con i loro nomi nel cuore. Stasera la recitiamo noi, e la recitiamo insieme a lui. Quando arriveremo alla grazia che più ci sta a cuore, io leggerò i nomi che avete scritto in chat. Uno per uno. E voi nel silenzio del vostro cuore dite il vostro. Prima parte O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto», ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia che più mi sta a cuore. Padre nostro. Ave Maria. Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te. Seconda parte O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà», ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia che più mi sta a cuore. Padre nostro. Ave Maria. Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te. Terza parte O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai», ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia che più mi sta a cuore. Padre nostro. Ave Maria. Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te. Conclusione O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, e accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre. San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi. Salve, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva, a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. LA CONSEGNA FINALE E IL CONGEDO Fratelli, sorelle, la novena finisce stasera. Ma la strada no. In questi dieci giorni abbiamo baciato le piaghe del Crocifisso, abbiamo detto sette Ave Maria all'Addolorata, abbiamo fissato una Confessione, abbiamo portato la nostra settimana sulla patena, abbiamo detto Dio sia benedetto davanti alle bestemmie, abbiamo fatto la nostra offerta, ci siamo alzati dal nostro banco come Matteo. Adesso la consegna è una sola, e vale per sempre. Ogni sera, prima di dormire, dite a Padre Pio il nome di una persona. Una sola. Quella che vi preoccupa di più quel giorno. E affidategliela, così, semplicemente, come si affida un figlio a un padre. Perché lui è alla porta, e aspetta. E ogni nome che gli date è un'anima in più che lui tiene d'occhio. E ricordatevi sempre la regola che ci ha lasciato all'inizio di questo cammino. I Comandamenti, le preghiere del mattino e della sera, il Rosario, i Sacramenti, il catechismo, i santi. E tutto nella fede dei nostri padri. Grazie a tutti voi. Grazie per ogni nome, per ogni lacrima, per ogni preghiera di questi dieci giorni. Io vi porto tutti nel cuore, e vi porto tutti davanti a lui. Adesso alzatevi in piedi, se potete. E chi non può, resti dove è, che va bene lo stesso. E chiediamogli tutti insieme la sua benedizione, quella che dava ogni sera a quest'ora dalla finestra della cella. San Pio da Pietrelcina, benedici i tuoi figli. Benedici i nostri malati, le nostre famiglie, i nostri morti. Benedici chi si è perso e non sa più tornare. E aspettaci alla porta. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. GIACULATORIA Padre Pio, lampada d'amore, intercedi per noi le grazie del Signore. © 2026 @paracleto4 ® Tutti i diritti riservati.
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