#CasoBrunelli 🥛
Leggendo dell’ennesima crisi del comparto ovino e delle nuove richieste d’intervento:
“Prezzo del latte e sistema lattiero-caseario: la Regione convoca un incontro unitario.
Arriva la risposta ai pastori sardi, dopo che l’amministrazione questa mattina ha disertato l’assemblea convocata a Tramatza: appuntamento il 13 ottobre a Oristano”.
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cagliaritoday.it/economia/pa…
⁉️ Viene spontaneo chiedersi: com’è possibile che questa filiera continui ciclicamente a dichiararsi in crisi, indipendentemente dal prezzo raggiunto dal Pecorino Romano e dal latte❓
📊 Guardiamo il 2017, perché rappresenta uno spartiacque interessante.
Allora il mercato era letteralmente sfasciato a causa delle politiche del comparto sardo: Pecorino Romano precipitato nella fascia dei 4-5 €/kg, latte ovino pagato anche 50-60 centesimi/litro, eccedenze, giacenze e allevatori in enorme difficoltà.
ISMEA ha stimato, per l’annata 2016/17, un costo medio di produzione del latte ovino di circa 1,12 €/litro.
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ismeamercati.it/flex/cm/page…
Quindi avevamo una materia prima (latte di pecora 🐑) che, in determinate situazioni, veniva remunerata a livelli enormemente inferiori al costo medio stimato di produzione e un Pecorino Romano praticamente svenduto.
Un prodotto a lunga stagionatura veniva proposto al prezzo di una mozzarella — la cui produzione non ha costi di stagionatura e immobilizzazione.
Poi accade qualcosa che merita seriamente di essere studiato.
Nel 2017 esce dal mercato Brunelli, storico grande operatore romano del Pecorino Romano, leader di mercato per decenni: il fallimento di R.BRUNELLI SPA e BRUNELLI SUD SPA viene dichiarato dal Tribunale di Roma il 24 ottobre 2017. E qui si apre un altro scenario.
Ma guardate cosa succede ai prezzi.
I dati CLAL sulle quotazioni del Pecorino Romano DOP mostrano un mercato che, dopo la pesantissima crisi del 2017, cambia completamente scenario. Le quotazioni risalgono negli anni successivi fino a superare i 9 €/kg nel 2021, gli 11 €/kg nel 2022 e arrivare oltre i 14 €/kg nel 2023.
Mai accaduto nella storia del Pecorino Romano.
Dati CLAL — Pecorino Romano DOP:
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clal.it/clal20/?section=peco…
Non stiamo dicendo che l’uscita di BRUNELLI dimostri da sola la causa dell’aumento dei prezzi. Correlazione temporale e causalità sono due cose diverse.
Stiamo dicendo che esiste sicuramente uno spartiacque storico ed economico che meriterebbe un’analisi molto, molto seria, viste le vicende societarie BRUNELLI, che hanno un filone distinto, ma essenzialmente riconducibile alla sottrazione dell’azienda e delle quote di mercato contemporaneamente.
🚨 Prima: Romano a 4-5 €/kg, latte a 50-60 centesimi e mercato devastato.
🚨 Dopo: progressiva crescita delle quotazioni fino a livelli mai visti nella storia recente della filiera.
E allora bisognerebbe studiare cosa sia cambiato, dal 2017 in avanti, nella struttura concorrenziale del mercato, nella concentrazione dell’offerta, nella produzione e nella formazione dei prezzi.
Perché c’è poi un secondo paradosso.
Nonostante un Pecorino passato dai minimi di circa 4-5 €/kg fino a 10, 12 e 14 €/kg e una remunerazione del latte enormemente superiore a quella del 2017, continuano a ripresentarsi eccedenze, crisi, allarmi e richieste d’intervento pubblico.
La domanda è:
Se questa filiera andava in crisi con il Pecorino a 4 euro/kg e continua ad andare in crisi quando ne vale 10, 12 o 14, siamo sicuri che il problema sia semplicemente il prezzo⁉️
Oppure dovremmo finalmente analizzare come viene programmata la produzione, come si formano le eccedenze, chi determina l’offerta e come viene distribuito il valore lungo la filiera⁉️
Prima dell’ennesima soluzione emergenziale, forse bisognerebbe rispondere a queste domande.
I prezzi schizzano alle stelle contemporaneamente all’uscita — forse temporanea — di BRUNELLI.
Ma le crisi, stranamente, rimangono.
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#PecorinoRomano