Leggendo l'editoriale di oggi di
@marcotravaglio, mi sono (retoricamente) chiesto come facciano i suoi lettori a tollerare di essere presi apertamente per il culo con manipolazioni plateali e falsità copiaincollate dalla propaganda russa e riprodotte in serie e non scelgano piuttosto di leggere
@LercioIt, che le balle le spara dichiaratamente, ma almeno fa ridere.
Scrive il Goebbels italico che negli ultimi 18 mesi è stato un susseguirsi di falsi allarmi per farci credere che la Russia sia un pericolo e per consentire a Zelensky di spillarci soldi per il suo riarmo mentre con Vilnius fabbrica segretamente fake news per portarci in guerra.
Ho provato a mettere insieme solo i primi casi che ho reperito (dunque non tutti), giusto per rendere chiaro a tutti quali interessi questo personaggio stia servendo, nel momento in cui definisce immotivata la preoccupazione per quello che sta succedendo.
Nei primi mesi del 2025 sono state formalizzate le imputazioni contro 22 persone reclutate dal GRU per spedire pacchi esplosivi in Germania, Polonia, Regno Unito e Lituania.
Il 13 febbraio 2025 3 droni carichi di esplosivo attraversarono lo spazio aereo moldavo; due esplosero vicino a località nei distretti di Taraclia e Ceadîr-Lunga. Il 16 febbraio altri due droni furono tracciati nel sud del Paese, tra Taraclia–Petrovca e Burlăceni–Vinogradovca. Nel 2025 il totale delle violazioni dello spazio aereo moldavo da parte di droni russi ammonta a 17 episodi (10 in più rispetto al 2024).
Il 9-10 settembre 2025 almeno 19 droni russi entrarono nello spazio aereo polacco. Furono attivate e impiegate difese polacche e NATO; alcuni droni vennero neutralizzati o recuperarono al suolo.
Il 13 settembre 2025 un drone russo entrò nello spazio aereo romeno per circa 10 km e vi restò, secondo la ricostruzione britannica, per quasi 50 minuti; venne intercettato da due F-16.
Il 19 settembre 2025 3 MiG-31 russi entrarono nello spazio aereo estone e furono intercettati e scortati fuori da caccia NATO. Tallinn indicò una permanenza di circa 12 minuti.
Nel corso del 2025 sono stati accertati cyberattacchi russi in Germania (contro alcune istituzioni, ma anche manipolazione informativa connessa alla piattaforma “RED”), Cechia (enti pubblici), Francia (processo elettorale, media ed enti pubblici e privati critici), Polonia (operazioni attribuite al 16° Centro dell’FSB contro infrastrutture critiche polacche, comprese centrali di cogenerazione). Nello stesso periodo sono state denunciate campagne di intrusione governativa ad opera del FSB in Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania, Finlandia.
Il 9 agosto 2025 un drone russo precipitò ed esplose vicino a Crocmaz: l’esplosione ruppe vetri nelle abitazioni e provocò un incendio di vegetazione.
Il 7 settembre 2025 un elicottero russo Mi-8 entrò senza autorizzazione nello spazio aereo estone vicino a Vaindloo per circa quattro minuti. Secondo le forze di difesa estoni non aveva piano di volo, transponder acceso né comunicazioni con il controllo del traffico aereo.
Il 18 settembre 2025 la polizia britannica arrestò tre persone nell’Essex — due uomini di 41 e 46 anni e una donna di 35 — con il sospetto di avere assistito un servizio d’intelligence russo, applicando il National Security Act.
Il giorno successivo 3 MIG-31 russi entrarono senza permesso nello spazio aereo estone nell’area di Vaindloo e vi rimasero per quasi 12 minuti. Le autorità estoni riferirono anche in questo caso assenza di piani di volo, transponder spenti e mancata comunicazione radio con Tallinn.
Sempre a settembre 2025, nei Paesi Bassi, furono arrestati due diciassettenni con il sospetto di aver spiato per hacker filorussi, nell’ambito di un’inchiesta su interferenza legata a uno Stato.
Nell’ottobre 2025, la procura polacca incriminò due cittadini russi, Igor R. e Irina R., con l’accusa di spionaggio per l’intelligence russa; a uno dei due fu contestata anche la progettazione della spedizione di un pacco esplosivo. Le persone fermate per spionaggio fino a quel momento dall'inizio dell'invasione erano in totale 44.
Nel novembre 2025 furono arrestate quattro persone in Francia nell’ambito di un’inchiesta per spionaggio e ingerenza a favore della Russia.
Nel dicembre 2025, Varsavia incriminò in contumacia Mikhail Mirgorodsky, cittadino russo accusato di dirigere via Telegram una rete di circa 30 persone impegnate in spionaggio, sabotaggio e propaganda per l’FSB. Il fascicolo includeva incendi, minacce contro ucraini e un tentato sabotaggio ferroviario nel 2023. Nel nucleo iniziale della rete, 16 persone erano già state arrestate e condannate in Polonia.
Nel marzo 2026 furono arrestati un cittadino ucraino in Spagna e una cittadina romena in Germania, accusati di aver raccolto informazioni per un servizio segreto russo su una persona in Germania che forniva droni e componenti all’Ucraina.
Il 17 marzo 2026 un Geran-2 russo precipitò vicino a Tudora, nel distretto di Ștefan Vodă, vicino al confine ucraino; Chișinău convocò l’ambasciatore russo e presentò una nota di protesta.
Il 7 luglio 2026 furono arrestati due ex funzionari dell’apparato informativo e di sicurezza italiano, accusati di aver ceduto informazioni classificate a un agente russo dietro pagamento.
Il 4 agosto 2026 il caso più grave. Un drone con esplosivo fu trovato nell’area di sicurezza dell’aeroporto, vicino ad un Antonov ucraino carico di carburante. L’ordigno non esplose, col rischio di causare morti e feriti, solo per un malfunzionamento del detonatore.
Il 27 agosto 2026 5 droni russi penetrarono nello spazio aereo moldavo; uno sarebbe precipitato nell’area di Chișinău.
Il 9 settembre scorso 2 droni russi entrarono in Moldova; uno cadde in un campo a nord di Chișinău, innescando un incendio, l’altro proseguì verso la Romania. Lo spazio aereo fu chiuso temporaneamente.
Cinque giorni più tardi 2 droni attraversarono il loro spazio aereo per circa dieci minuti ciascuno, in due passaggi separati nell’arco di un’ora.
Il 17 settembre due Eurofighter italiani della Task Force Air “Baltic Thunder III”, decollati in scramble dalla base di Šiauliai, in Lituania, hanno intercettato due jet militari russi dopo una violazione dello spazio aereo lituano e li hanno accompagnati fuori dallo spazio dell’Alleanza.
A tutto questo si sommano le interferenze elettorali in ben due consultazioni in Moldova, dove con fondi russi messi a disposizione da un oligarca amico di Putin e da banche russe della Gagauzia sono stati comprati voti, corrotti funzionari, finanziate campagne di disinformazione e pagati manifestanti per inscenare finte proteste.
Anche in Romania, il sovranista Georgescu, il cui arresto è stato ricondotto da Travaglio ad un eurocomplotto per eliminare un candidato contrario agli aiuti in Ucraina, è in realtà stato sostenuto attraverso una massiccia campagna social orchestrata dalla Russia e al suo caposcorta - assiduo frequentatore dell'Ambasciata Russa - sono stati trovati un arsenale di armi d'assalto, lingotti d'oro e milioni in contanti.
Tra il 2025 ed il 2026 si contano decine di sabotaggi, attentati incendiari, manomissioni di infrastrutture strategiche, mezzi di trasporto, nodi logistici, imprese, negozi, impianti di telecomunicazioni messe a segno di "agenti usa e getta" reclutati via Telegram, speso costituitisi in vere e proprie reti tra Polonia, Regno Unito, Germania, Romania, Lituania e Repubblica Ceca.
E poi ci sono gli omicidi, visto che all'inizio del 2025 un funzionario USA ha confermato che era stato sventato il piano russo per uccidere Armin Papperger, amministratore delegato del colosso della difesa tedesco Rheinmetall.
Che Travaglio menta non per sbadataggine, ma per scelta deliberata è dunque evidente e lo si evince dal fatto che utilizza in modo estremamente manipolatorio i casi non confermati di guerra ibrida per screditare, negare od omettere le decine (ad essere cauti) di eventi effettivamente successi, spesso di assoluta gravità come quello di Lipsia.
La domanda è dunque perché, invece di metterci in guardia da chi ci attacca, ogni giorno demonizza chi ci difende? Perché denuncia continuamente chi "ci vuole trascinare in guerra" contro la Russia mentre fa di tutto per coprire le tracce di quella che la Russia ha già scatenato contro di noi? Come mai, invece che sostenere le sanzioni che permettono di disarmare un regime aggressore lavora giorno e notte perché ad essere privato di mezzi sia l'aggredito?