Nunca pensé que iba a compartir un tweet de Meloni.
El modelo de educación técnica italiano es de los mejores (el alemán y el coreano también). Este anuncio busca perfeccionarlo apuntando a un costado cultural
C'è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni: chi sceglie un istituto tecnico o professionale fa una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo. È un'ingiustizia verso centinaia di migliaia di ragazzi e i loro insegnanti, e un danno per l'Italia. Perché il nostro tessuto produttivo ottiene i risultati che ottiene grazie a chi sa fare: tecnici, meccatronici, chimici, periti agrari, geometri, cuochi, artigiani, informatici, che sono splendidamente formati.
Ieri il Consiglio dei ministri ha deciso che gli istituti tecnici diventeranno licei tecnologici e i professionali licei professionali. Non è un semplice cambio di “targa”. È una rivoluzione culturale, che riconosce finalmente a quei percorsi la stessa dignità degli altri. Perché per noi le scuole sono di pari valore, come i ragazzi che le frequentano.
E, insieme a questa riforma, arrivano anche la revisione del monte ore degli istituti tecnici e 10 milioni di euro in più per i campus della filiera formativa tecnologica-professionale.
Continuiamo così sulla strada imboccata con il Liceo del Made in Italy e la riforma del “4+2”, che quest’anno entra a regime e che dà ad ogni ragazzo una doppia opportunità: puoi specializzarti in un ITS Academy, o entrare subito nel mercato del lavoro. Questo significa mettere la scuola accanto al lavoro che c'è, invece di lasciare le imprese a cercare per mesi profili che nessuno forma.
E ai ragazzi che, l’anno prossimo, dovranno scegliere che scuola fare dico una cosa semplice: nessuna scelta vi renderà meno. L'Italia ha bisogno di voi esattamente come siete, senza etichette e pregiudizi.